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Omicidio al Maas: le parti civili chiedono 5 mln ciascuno di risarcimento – Parlano le parti civili

Si è da poco conclusa l’udienza, davanti al Gup del Tribunale di Catania, Marina Rizza, il processo, in abbreviato, contro il vigilantes Graziano Longo Minnolo, che, il 3 ottobre dello scorso anno, ferì mortalmente Giuseppe Giuffrida, al Maas. Oggi sono intervenute le parti civili, i familiari della vittima: la sorella Anna con l’avv. Salvatore Cavallaro, il fratello Agatino con l’avv. Claudia Branciforti, la madre Giovanna Mirabella con l’avv. Grazia Coco e il padre Vincenzo Giuffrida con l’avv. Giuseppe Lipera.

Da loro è stato chiesto un risarcimento di cinque milioni di euro ciascuno. Presente il aula il Pm Angelo Brugaletta che il 12 novembre scorso ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione per l’imputato.

Prossima udienza l’8 gennaio alle 15 quando prenderà la parola la difesa con gli avvocati Fabrizio Siracusano e Salvo Trombetta.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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