fbpx
GiudiziariaNews

Omicidio al Maas, Graziano Longo Minnolo oggetto di aggressione

Graziano Longo Minnolo fu oggetto di una vera e propria aggressione, durata più minuti, alla quale reagì secondo il più classico caso di legittima difesa: così, in sintesi, il contenuto delle argomentazioni degli avvocati che assistono il vigilantes, imputato di omicidio, avvenuto il 3 ottobre del 2013, di Giuseppe Giuffrida e per il quale il Pm Angelo Brugaletta ha già chiesto la condanna a 14 anni di reclusione.

I legali dell’uomo oggi pomeriggio, davanti al Gup del Tribunale di Catania Marina Rizza, hanno esposto la loro difesa, sottolineando, fra l’altro, che Minnolo fu oggetto prima di un’aggressione con un posacenere tubolare; successivamente contro l’uomo fu scagliato anche un distributore di lattine (che, quindi, non sarebbe stato oggetto di vandalismo come sostenuto da parte avversa).

Una tesi, corroborata da immagini, quella della Difesa che trova conforto anche in quanto scritto in sede di Riesame. Prossima udienza il 4 febbraio per repliche.

Nella scorsa udienza, prima di Natale, sono intervenute le parti civili, i familiari della vittima: la sorella Anna con l’avv. Salvatore Cavallaro, il fratello Agatino con l’avv. Claudia Branciforti, la madre Giovanna Mirabella con l’avv. Grazia Coco e il padre Vincenzo Giuffrida con l’avv. Giuseppe Lipera.

Da loro è stato chiesto un risarcimento di cinque milioni di euro ciascuno. Presente il aula il Pm Angelo Brugaletta che il 12 novembre scorso ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione per l’imputato.

 

Mostra di più

Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker