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Ombre di Cosa Nostra su Pellegrino? Cade l’accusa

Caso archiviato, nessuna ombra della mafia sul consigliere comunale di Catania Riccardo Pellegrino. La sua posizione era quella che nel 2015 era emersa maggiormente e con più scalpore da quando nel 2015  la commissione regionale antimafia, senza fare i nomi poi sviscerati dalla stampa, aveva sollevato dei dubbi sui possibili rapporti con la mafia intrattenuti da consiglieri comunali di Catania.

Riccardo Pellegrino, consigliere di Forza Italia, già all’indomani dell’esplosione del caso aveva rigettato con forza ogni accusa: numerosi incontri con i giornalisti e tante dichiarazioni per dire che, se anche lui conosceva alcuni membri della criminalità organizzata, ciò non comportava l’avere ricevuto sostegno politco elettorale. «Il Sig. Pellegrino è stato destinatario di accuse e illazioni delle quali non è dato sapere né da quali fonti provengano, né da quali riscontri oggettivi siano supportate» scriveva a marzo, in una nota stampa, Giuseppe Rapisarda, legale di fiducia del consigliere comunale di Pellegrino.

In questa stessa nota l’avvocato Rapisarda spiegava che esisteva un rapporto di amicizia tra Pellegrino e Carmelo Mazzei, oggi sarcedote, «come se fosse una nota di demerito per il consigliere comunale avere rapporti di frequentazione con un vecchio amico di infanzia che aspira a diventare sacerdote, pur se figlio di un capomafia» chiariva.

La procura di Catania, aveva aperto un fascicolo per indagare sul consigliere comunale, una questione che si chiude nella calda estate del 2017, con l’archiviazione, dopo anni di intercettazioni  che coprono il periodo che va dal 2014 al 2016 e che non fruttano alcun riscontro.

Intercettazioni che non fanno il quadro neanche con le accuse mosse dal pentito Salvatore Viola, ex soldato dei Santapaola, secondo il quale la campagna elettorale delle comunali, a San Cristoforo, era stata fatta da “persone organiche”.

Oggi la posizione del consigliere di Forza Italia cambia radicalmente «Il consigliere comunale Riccardo Pellegrino esprime piena soddisfazione per l’archiviazione disposta dal Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Catania – scrivono in una nota gli avvocati Giuseppe Rapisarda e Luca Mirone – sia la procura che il giudice hanno ritenuto non sussistere elementi o profili di rilievo penale nell’attività politica del Pellegrino, il quale, peraltro ha sempre manifestato piena fiducia nell’operato della Magistratura.»

Si annuncia anche una conferenza stampa per meglio chiarire i dettagli di questa archiviazione e forse anche i risvolti che adesso mettono Pellegrino nella condizione di procedere per calunnia a suo danno.

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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