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Vertenza Oda: i lavoratori continueranno a lavorare

Riceviamo e pubblichiamo testo condiviso da un folto gruppo di lavoratori, che replica quanto sostenuto dai dissidenti dell’attuale CdA Oda.

Nel merito della confusa fuga di notizie che interessa l’oda di Catania, si rendono necessarie, oltre che doverose, alcune precisazioni.
Come si è già avuto modo di dire e ribadire più volte, l’oda è un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto e dunque soggetto alle norme del nostro ordinamento; lo dice la legge dello Stato e lo conferma un provvedimento del 16 aprile scorso con cui l’autorità giudiziaria adita, respingendo il ricorso dell’avv. Landi, nominato quale commissario straordinario della fondazione dall’arcivescovo Gristina, ha riconosciuto la piena legittimazione ad agire, per quanto attiene l’ordinaria e straordinaria amministrazione, il Cda, impropriamente da qualcuno ancora etichettato ” rimosso ” ed ” illegittimo”, e il suo A.D., Dott. ALBERTO MARSELLA.

Proprio sulla base di tale provvedimento, ormai definitivo in quanto da nessuno impugnato, il legittimato CdA ha presentato presso il Tribunale fallimentare di Catania, istanza di ammissione al concordato preventivo in continuità; ciò al fine di far fronte alla delicata situazione economica che affligge l’ente da anni a causa di una pregressa malsana gestione dello stesso.
Nell’attesa che il tribunale, visionata la copiosa e puntuale documentazione posta a corredo dell’istanza su richiamata, ammetta la fondazione al concordato preventivo in continuità, l’A.D., con comunicato ufficiale del 26.5.2017, così rassicura gli oltre 500 dipendenti ” è ferma l’ intenzione del Cda della fondazione di garantire la prosecuzione dell’attività di impresa, obiettivo primario di questa amministrazione”.
Fugato, dunque, ogni dubbio, i lavoratori, allarmati da voci inopportune ed infondate che non trovano riscontro nei fatti, tirano un sospiro di sollievo e oggi si dicono sereni.
Nessun intento di ” sciogliere ” la fondazione, così come riportato nei giorni scorsi da diverse portate giornalistiche, muove l’operato di questo Cda.
Nessuno ” stato di polizia” all’interno degli uffici amministrativi, solo tanto lavoro per l’A.D ed i suoi collaboratori, al fine di far luce su conti e debiti precedente contratti dalla fondazione.
Ci si augura , per buona pace e serenità di tutti i lavoratori, di oltre i 1500 utenti, del CdA e del Presidente, una rapida soluzione di questa tanto immotivata quanto inopportuna guerra alla legittimata governance.

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Redazione

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