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Caso Oda: lettera di un dipendente

Dopo la vicenda che ha visto l’Arcivescovo Metropolita Salvatore Gristina commissariare l’Opera Diocesana Assistenza di Catania, hanno commentato la vicenda i sindacati, gli iscritti ai sindacati che si sono dissociati, ed i lavoratori dell’Oda che hanno anche scioperato e chiesto l’intervento del Prefetto.
Ecco a seguire la lettera della dipendente Oda Anna Ciancio:

Come dipendente ODA non posso permettere che uno sparuto gruppo di lavoratori parli a nome di 500 dipendenti. L’assemblea tenutasi il 12 corrente mese nei locali di via Galermo 173, ha visto circa 30 dipendenti. Le firme in calce al “documento”, così viene chiamato, partorito in seno all’assemblea sono poco più di venti. Questo “atto del topo”, gestito dai “commilitoni” del Commissario Landi e di S.E. l’Arcivescovo Gristina, è un insulto all’intelligenza.

Comincio col ricordare al “folto gruppo di lavoratori” che in 40 anni di vita l’ODA ha visto triplicare il suo debito dal giorno della vergognosa rimozione del suo fondatore, Mons. Calanna, rimosso dal Vescovo circa 15 anni fa e sostituito con Mons. Russo. Oscuri i motivi della suddetta rimozione. Certo è che da quell’inspiegabile e inspiegato atto l’ODA inizia la sua discesa verso il baratro debitorio.

Inizia da allora il calvario dei dipendenti con vergognosi arretrati di stipendio di 3/4 mesi fissi. Certo a non lamentarsi erano solo pochi lavoratori,alcuni dei quali promotori dell’assemblea suddetta: chissà perchè ! E sono gli stessi lavoratori che il rimpianto Mons .Calanna, per atti di benevolenza e compassione umana( non certo per le loro discutibili competenze) aveva non solo assunto all’ODA ma anche posizionato in posti di comando. Gli stessi ben presto si sono dimenticati della sua generosità e prontamente sono saliti sul carro del nuovo Presidente, guidandoci sin sull’orlo del precipizio.

Vorrei anche ricordare che i principi religiosi che reggono l’ODA sono stati fino ad oggi oltremodo rispettati, sia dai lavoratori che pur senza stipendi hanno continuato a lavorare al servizio di 1500 utenti disabili , sia dall’attuale Consiglio di Amministrazione che ha sempre iniziato gli incontri con i lavoratori con una preghiera. In ogni struttura è presente una cappella a disposizione di lavoratori e utenti dove periodicamente vengono celebrate le messe. Quindi vorrei capire quali timori al riguardo nutrano i circa 30 lavoratori che hanno redatto questo ridicolo documento.
Ancora: il CDA contestato venne nominato e presentato proprio dal Vescovo in persona presso i locali di S.Nullo.

Ricordo ancora che in quella occasione Gristina disse che i preti non si intendono di questioni economiche e per questo aveva umilmente messo l’amministrazione economica nelle mani di esperti, lasciando a Mons. Russo le questioni religiose e di culto. In quella occasione vantò i meriti dell’attuale A. D. dott. Marsella.

Sempre lui, Gristina, approvò le modifiche allo Statuto della Fondazione ODA che vennero sancite nel provvedimento del 24/08/2015, davanti al notaio Carmelo Sinatra , presso la Parrocchia M.SS del Rosario a Fleri. Il nuovo CDA ha sanato il debito stipendiale ridando serenità ai lavoratori. Forse però non si è limitato a questo e ha voluto vederci chiaro sulla reale portata del debito fino ad allora sconosciuto , e soprattutto sul “come” questo debito era lievitato negli anni. Deve essere per questo se improvvisamente, dopo anni di silenzio e indifferenza Gristina ancora una volta opera uno di quegli atti che più sembra amare:LA RIMOZIONE! Rimosso Mons. Calanna. Rimosso il CDA. In psicologia la rimozione attende a un processo di difesa , laddove il contenuto di un ricordo , di una azione , di un sentimento risulta insostenibile al soggetto. Evidentemente queste rimozioni ( non inconsce) di Gristina hanno avuto il significato di salvaguardare ciò che è prudente non venga scoperto e reso pubblico.

Infine è bene chiarire che chi affama i lavoratori , chi gli toglie la dignità , chi non ha gratitudine per ciò che ha ricevuto ( anche senza averne merito) non avrebbe nemmeno il diritto di pronunciare parole quali -CRISTIANI-CARITA’-CHIESA-RELIGIONE. Dovrebbe in silenzio defilarsi, ma la vergogna è un sentimento ad essi sconosciuto. Aspettiamo con serenità le pronunce della Magistratura. Intanto trascorriamo la Santa Pasqua senza stipendio e aspettiamo la resurrezione dell’ODA.

Dopo 15 anni di “esilio” Mons Calanna è stato invitato presso gli uffici e le strutture da lui fondate proprio su richiesta dell’Amministratore delegato Dott. Marsella , quale atto di riconoscimento a chi ha speso la sua vita per l’ODA avendone in cambio un freddo ben servito. Non si permettano più, questo sparuto gruppo di lavoratori di parlare a nome dei 500 dipendenti che , diversamente da loro, non hanno la memoria corta e sanno distinguere e scegliere tra il bene comune e l’interesse personale di pochi.

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Redazione

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