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Lavoratori Oda: nonostante lo sciopero nulla di fatto

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei lavoratori Oda:

Nonostante le interviste, gli articoli, il timore è che dell’attuale vicenda ODA l’opinione pubblica abbia compreso solo che noi dipendenti temiamo di perdere la regolarità degli stipendi. Non è solo questo. oggi è tutta un’altra storia.
E’ una storia che sta registrando la perdita di uno stile di amministrazione interna ed esterna improntata sulla trasparenza, sulla comunicazione, sul confronto sulle regole e sul merito. Dal 6 marzo, giorno in cui l’Arcivescovo rimuove l’attuale Cda con il suo amministratore delegato Alberto Marsella e nomina il commissario straordinario dott.Landi, negli istituti ODA accadono fatti che ci preoccupano non poco:

Corsi obbligatori per le figure sanitarie che improvvisamente vengono spostati di data a danno dei lavoratori, obbligati a impegnarsi anche la domenica, minacce velate di ritorno a vecchi schermi persecutori (trasfrimenti senza criteri concordati con i sindacati), annunci nei corridoi di un prossimo Cda composto dai soliti noti che Alberto Marsella aveva depotenziato a causa delle loro incompetenze e negligenze.

Senza parlare delle incursioni notturne in qualche ufficio ODA. Cosa fanno di notte? Cosa cercano? Cosa tentano di scoprire? Nessuna comunicazione scritta. E’ iniziata l’era di Landi, ex avvocato della fondazione ai tempi della gestione dispendiosa che negava gli stipendi ai dipendenti per destinarli a non si sa chi o cosa.
Di Landi ricordiamo ancora il massiccio demansionamento operato anni fa ai danni di numerosi dipendenti ODA, costretti ad accertare mansioni inferiori per salvare il posto di lavoro.

Ecco di cosa abbiamo timore, non solo di perdere la regolarità dello stipendio che ci serve per vivere dignitosamente man anche e soprattutto il movimento di pulizia, ascolto, modernità, aderenze alle regole e alle leggi che aveva portato l’Ad. Marsella. Quella che i dipendenti sollevano verso l’opinione pubblica, il Prefetto, il servizio sanitario locale, la Presidenza della regione, è soprattutto una questione etico-morale-legale, lavorando per disabili di ogni grado ed età. Ricordiamo che l’Oda lavora in convenzione con l’Asp e che i fondi vengono stanziati dalla regione sicilia. La Prefettura per prima risulta organo di controllo sulla fondazione ODA. Nessuna istituzione pensi di lavarsene le mani, non lo permetteremo.

L’oscura mano degli interessi economici, politici, elettorali e mafiosi venga illuminata dalle istituzioni che nella città e nella regione ne hanno facoltà e obbligo. Non ne hanno bisogno solo i lavoratori ODA ma tutta la città di Catania.

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Redazione

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