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Cronache

Occupato il liceo Boggio Lera, le proteste degli studenti -FOTO

Dopo quattro lunghi mesi di attesa ed incontri con il prefetto, il liceo E. Boggio Lera è stato occupato.

Il motivo sarebbe il mancato ascolto da parte delle Istituzione sulle problematiche studentesche, quali: problemi strutturali, economici e formativi. A seguito di questa indifferenza, un gruppo anonimo di studenti ha occupato la sede centrale dell’istituto, sito in via Vittorio Emanuele II.

La dichiarazione degli studenti

«La scelta di adottare questo metodo di protesta è avvenuta in maniera coscienziosa e seria, sappiamo quindi bene la storia delle occupazioni nelle lotte fino ad adesso e sappiamo anche bene quale sia la motivazione e l’obiettivo sia sociale che politico di un atto forte come questo. Ci teniamo a precisare ciò perché non siamo gli ultimi studenti che hanno trovato un motivo per fare calia. Siamo persone che, da diverso tempo a questa parte, partecipano e lottano affinché la situazione degli studenti nelle scuole possa migliorare e permettere un diritto allo studio sano e sicuro», si legge in un post sul gruppo Facebook dell’istituto.

« Uno dei primi obiettivi di questa occupazione è renderla uno spazio libero da tutto ciò che noi individuiamo come criticità nel sano e libero accrescimento delle nostre facoltà, al fine di farla diventare terreno di creazione e sviluppo delle nostre criticità, organizzando questa manifestazione in modo tale da trarne sia un accrescimento culturale, critico e creativo delle persone coinvolte sia dei risultati concreti riguardo le richieste da noi avanzate. Questa protesta assume diverse sfumature ma alla base rimangono sempre gli stessi motivi che spingono a portarla avanti e si riassumono per l’appunto in due parole: mala gestione. La mala gestione dell’istruzione da parte delle istituzioni nazionali e locali ha provocato un impoverimento del contenuto culturale e formativo delle scuole, promuovendo sempre di più il futuro lavorativo e sempre di meno la formazione a priori del lavoro, la formazione indispensabile ad ogni uomo libero, uno dei diritti primari».

«Un altro problema da noi riscontrato negli ultimi anni, è la ingente spesa di somme dedicate al istruzione per progetti spesso motivati da secondi fini non espliciti e controproducenti per la reale formazione degli studenti. Un esempio ampiamente discusso e contestato da noi è la recente spesa di 2,5 milioni di euro del nuovo governo, con il fine teorico di contrastare l’uso di stupefacenti a scuola, ma con un fine invece pratico di attuare la repressione poliziesca, preferendola ad aperti momenti formativi come dibattiti a tema», continua il post.

Gli studenti, dunque, pretendono un piano economico che possa risolvere una volta per tutte queste criticità, allontanandosi dalle procedure che risolvono i problemi a breve termine.

E.G.

 

 

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Redazione

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