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Nuovo Teatro Stabile di Mascalucia, dalla Maschera d’Oro al Teatro Ambasciatori

Una compagnia amatoriale ma sempre pronta ad apprendere da grandi professionisti: il Nuovo Teatro Stabile di Mascalucia. Una piccola rappresentanza, formata da Rita Re, Andrea Luca ed Emanuele Puglia è stata ospite della rubrica “Un caffè con…” di Alfredo Polizzano.

Uno sguardo dal ponte.

La compagnia rappresenterà, l’11 gennaio al Teatro Ambasciatori, il dramma “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller. La trama è certamente di forte spessore e carica di tragicità.

L’emigrato italiano Eddie Carbone, portuale newyorchese, vive a Brooklyn con la moglie Beatrice e la nipote diciottenne Catherine, di cui è morbosamente geloso. Quando ospita a casa sua Marco e Rodolfo, parenti della moglie e immigrati clandestinamente negli Stati Uniti dalla Sicilia, non riesce a sopportare che tra la nipote e Rodolfo nasca un reciproco interesse e si convince che il giovane sia omosessuale e stia cercando di farsi sposare per ottenere la cittadinanza americana. Dopo averlo più volte provocato, arriva addirittura a denunciarlo all’ufficio immigrazione e a farlo arrestare. La rivalità tra i due uomini avrà esito tragico e sarà lo stesso Eddie a rimanere vittima della propria ossessione.

La Maschera d’Oro.

L’opera teatrale è stata rappresentata più volte poiché vincitrice di grandi riconoscimenti, tra cui uno internazionale di grande prestigio: la Maschera d’Oro.  Il famoso festival, promosso dal Comitato Veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori, ha ospitato la compagnia per ben due volte: prima da finalisti e poi da vincitori.

Grande soddisfazione per la compagnia siciliana è stata poter esibirsi nella cornice dello storico Teatro Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più antico del mondo. Come racconta Andrea Luca ″è stata una grande emozione, indescrivibile”. 

Lavorare in teatro: a confronto con i professionisti

Molti degli attori della compagnia sono giovanissimi, malgrado la compagnia esista da anni.

«Lavorare in teatro è duro, bello, difficile, eccitante. -spiega Rita Re- Nasciamo come una realtà amatoriale, ci piace metterci in gioco, far finta di scimmiottare professionisti. Vogliamo imparare da loro, assorbire. Ci proviamo, mettiamo l’impegno, l’attenzione, la puntualità di non amatoriale».

Ma la vera forza della compagnia è sicuramente il lavoro di squadra.

«Si crea un’energia tale che è il gruppo a portare a termine qualcosa. Siamo come una nave: si c’è il timoniere, ma senza ciurma il suo viaggio si ferma».

 

 

 

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