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Cronache

Nuovo DPCM, Fava: “Un teatro non è una sala bingo”

«La cosa più triste e ridicola di questo dpcm è mettere sullo stesso piano teatri e sale bingo: per il governo vanno chiusi, gli uni e le altre, perché superflui, dettagli di cui sapremo fare a meno».

Con queste parole Claudio Fava -presidente della commissione regionale antimafia- commenta il nuovo DPCM firmato dal premier Conte che dispone la chiusura di cinema, teatri e sale bingo.

«Qualcuno in consiglio dei ministri avrebbe dovuto spiegare che si rischia dieci volte di più in un supermercato che in un teatro. Certo, gli avrebbero risposto che nutrire la pancia è necessario, nutrire l’anima solo un trastullo. Cazzate. Il teatro esiste da tremila anni. E se è sopravvissuto alle nostre miserie, a undici crociate e a due guerre mondiali, alle nostre avidità, alle rapine di vita, ai narcisismi, agli egoismi, a generazioni di analfabeti che i teatri li demolivano per vendersi le pietre e le tavole dei palcoscenici, se è arrivato a noi nonostante noi, mi sembra umiliante dover ancora spiegare che un teatro non è una sala bingo».

«Non è meno importante di un supermercato, che non è meno sicuro della tribuna di uno stadio. Diranno -conclude Fava-  a Roma, che hanno già pronti i piccioli per rimediare al danno economico: dimostrando ancora una volta di non aver capito nulla».

E.G.

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Redazione

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