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Nuove polemiche sull’autoconvocazione del consiglio della Super Camera di Commercio

Nuove polemiche sulla nascita della Super Camera di Commercio, soprattutto dopo sull’autoconvocazione della riunione dei membri nominati al Consiglio della Super Camera del Sud Est appartenenti alla cordata facente capo a Confcommercio.

Per le associazioni dell’artigianato, della piccola impresa e della cooperazione del sud-est della Sicilia, infatti, non sarebbe altro che una “riunione tra vecchi amici”.

“È davvero divertente  – scrivono le associazioni – l’idea della Confcommercio di promuovere una riunione in autoconvocazione, senza averne alcun titolo, per insediare un consiglio che le istituzioni preposte avevano giustamente e prudentemente sospeso.

Peccato non potere partecipare a questo incontro conviviale tra vecchi amici. Sarebbe stato, appunto, assai divertente. Ci sarebbe piaciuto ad esempio vedere chi avrà veramente il coraggio di esserci, vedere se saranno presenti anche quelli nei cui confronti la Procura della Repubblica di Catania ha fatto notificare un avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di falso relativo alla procedura che doveva istituire il consiglio, quello vero.

Ci sarebbe piaciuto vedere se ci saranno pure coloro i quali hanno ruoli istituzionali. E poi ci sarebbe piaciuto esserci per vedere quale sarà lo stile, osservare anche come andranno vestiti. Saranno in giacca e cravatta, come se fosse una riunione vera? Oppure si presenteranno in canottiera e bermuda, vista la natura conviviale?

E quali saranno i toni delle discussioni? Parleranno in maniera seriosa, come in una riunione effettiva? O si lasceranno andare pensando al fatto che in fondo la riunione avrebbe avuto uguale valenza se fosse stata fatta alla Plaia? E quali saranno i contenuti delle discussioni? Si chiederanno, stupiti, perché mai le altre regioni d’Italia vogliono una camera in più sul loro territorio? E perché la Regione Siciliana quella camera la vorrebbe invece per le imprese siciliane dando così risposta alle istanze del territorio?

O forse ricorderanno le dimissioni con le quali essi stessi diedero la gestione della camera a quella regione che oggi contestano? Oppure i temi saranno quelli che emergono dalle intercettazioni effettuate nell’ambito delle indagini sulla costituzione della supercamera del sud-est? Quelli che evidenziano rapporti continuativi e molto amicali tra chi gestiva la procedura e chi doveva parteciparvi? Come ad esempio la graziosa e gentile richiesta, da parte di un esponente della Confcommercio, di un curriculum a Pagliaro per affidare un incarico?

E a proposito, che farà quest’ultimo, anche nel suo ruolo di Segretario Generale della Camera di Commercio di Catania? Chiuderà le porte? Negherà la disponibilità dei locali visto che la camera è una struttura pubblica certamente non destinata a riunioni private, ancor di più se queste ultime sono finalizzate a contrastare le decisioni di un organo, la regione, vigilante sulla stessa camera? Oppure, consentirà la riunione, commettendo probabilmente un reato, ma difendendo, con un atto di estremo sacrificio, la supercamera, da lui così ben disegnata, dalla fastidiosa “parte avversa”, come la definisce nelle intercettazioni? E se sceglierà di offrire la disponibilità dei locali sarà presente o starà in disparte? E se ci sarà, offrirà caffè, bevande e pasticcini agli intervenuti?

Che peccato, insomma, non esserci!

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Redazione

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