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Nunzio Sarpietro, il capo dei gip che va controcorrente

Catania – 40 anni di esperienza per Nunzio Sarpietro presidente dei Gip a Catania dal 2013 dopo essere stato di stanza a Trieste. Originario di Catania non è certo nuovo alla sua città, negli anni ’80 e ’90, anni di fuoco lui c’era. Un combattente insomma che persino al nord si è ritrovato vittima di minacce per il suo operato.

Ci racconta il suo ufficio, i suoi giudici e con uno sguardo disincantato quella giustizia che vive da sempre.

«Il ricorso al rito abbreviato è aumentato – dichiara – prima si parlava di 2.000 procedimenti, oggi se ne contano circa 8.000». Nelle scorse settimane il procuratore generale Scalia in una intervista all’Urlo aveva detto che sarebbe meglio se si andasse di più verso questa strada ed il trend, da quello che ci dice Sarpietro, è proprio questo e non accenna a diminuire.

«L’Organico al momento è composto da 16 giudici, a settembre saranno 18». Basta? A dire il vero no, ne necessiterebbero almeno 20 ma il presidente dei Gip ci dice che grazie all’alto profilo dei suoi magistrati il carico si riesce a coprire bene. La vera carenza si registra a livello amministrativo malgrado i giudici siano veloci la giustizia viene rallentata dalla mancanza di organico degli uffici.

«Il rapporto tra il mio ufficio e la procura va attenzionato – dice con fierezza – ci sono stati dei casi in cui i gip si sono imposti avverso le decisioni dei Pubblici Ministeri». I due casi eclatanti sono quelli che riguardano Raffaele Lombardo e Mario Ciancio: per l’ex presidente della regione ricordiamo il rifiuto alla richiesta di archiviazione e l’imputazione coatta voluta dal Gip Luigi Barone; nel caso Ciancio si stanglia la determinazione del gup Marina Rizza che contro la Dda etnea che chiedeva l’archiviazione sollecitò invece nuove indagini.

Con Sarpietro si è resa operativa l’applicazione della misura degli arresti domiciliari con il controllo elettronico, il cosiddetto braccialetto elettronico. «Il numero dei braccialetti inviati è però veramente esiguo, ce ne vorebbero di più – afferma commentando questo regime – ce ne mandano pochi senza una reale ragione”. Con questo sistema si ottengono molteplici risultati da una parte si svuotano le carceri; dall’altrà si raggiunge un abbattimento dei costi enorme: il mantenimento giornaliero di un detenuto in casa di reclusione è 3 volte più oneroso; Sarpietro porta avanti quella linea, certo condivisibile, che vede il carcere come extrema ratio «preferenza agli arresti domiciliari, che potrebbero diventare la misura cautelare da preferire in prima battuta dai giudici». Un principio alla base del nostro ordinamento evidentemente non sostenuto però dallo Stato Italiano.

«Immagino l’uso di un dispositivo elettronico anche per tenere sotto controllo lo stalker sottoposto a provvedimento interdittivo – afferma il Presidente dei Gip – in questa maniera potremmo ottenere risultati migliori per fermare le aggressioni di donne e così affrontare l’emergenza del femminicidio».

Una questione annosa per Nunzio Sarpietro al tribunale di Catania è quella concernente la sicurezza. «non va bene – dice – qualche giorno fa un mio giudice è stato quasi aggredito dal parente di un imputato mentre percorreva un corridoio». Sono necessari più uomini secondo lui e la vigilanza privata non può essere una soluzione.

In fatto di reati Sarpietro ci dice che sono in aumento le violenze sui minori «le famiglie si allargono, condizioni economiche sfavorevoli, fanno convivere insieme coppie e figli di precedenti matrimoni. Queste commistioni sfociano nelle violenze».

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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