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Notturno di Donna con Ospiti: una spettacolare De Sio fino alla fine

Tra odore di cipria e ondate di profumo dolce dai toni speziati ci si accomoda tra le poltrone di velluto rosso del teatro Verga. Non mancano pellicce e trucco pesante, abiti eleganti e gioielli nonostante sia la penultima replica di un martedì sera. D’altra parte siamo allo Stabile e l’etichetta che lo impone fa parte della meravigliosa magia del Teatro, e di un teatro così importante. La platea comincia a riempirsi pian piano, ovviamente molto fuori dall’orario previsto in cartellone per l’inizio dello spettacolo. Tre quarti d’ora dopo l’apertura delle porte, il chiacchiericcio degli appassionati e di chi non ha la minima idea di cosa sta andando a vedere è ancora vivace. Si spengono le luci, si apre il sipario, cipria e pellicce spariscono e si entra dentro un appartamento borghese.

Notturno-di-donnaCi sono tutti i canoni della drammaturgia Ruccelliana in Notturno di donna con ospiti: una donna segregata in casa, una famiglia che essa vive come prigione e rifugio allo stesso tempo, un passato che ritorna e la consapevolezza dell’illusorietà dei desideri più nascosti che precipitano nella catastrofe al momento della disillusione. Una tragedia intima, sofferta, consumata, vissuta, quella dei protagonisti di Ruccello; una tensione emotiva magistralmente espressa da Giuliana De Sio, garanzia di professionalità e ineccepibile bravura, che non ha deluso i suoi spettatori ancora una volta sul palco al Teatro Verga di Catania.

Non ha deluso la regia di Enrico Maria Lamanna, che ha saputo sapientemente dosare le peculiari didascalie del testo agli spazi del teatro, dando la possibilità al pubblico che già conosceva l’opera di godere di uno dei massimi capolavori del teatro italiano del secondo novecento, e a quello che lo ammirasse per la prima volta di trovarsi immerso in quel mondo onirico e sfacciato, che è il teatro di Annibale Ruccello.

Indugiando sulla ripetizione quasi monotona di ciò che vuole essere una scena già recitata da Adriana, la protagonista interpretata da Giuliana de Sio, moglie insoddisfatta e incompresa arriva qualcosa che rompe ogni equilibrio. Adriana vede irrompere nella sua cucina le sue paure, attese e quasi desiderate come nel caso di Rosanna, interpretata da Rosaria de Cicco, che ha voluto sottolineare l’aspetto volgare, sfrontato del personaggio e non solo semplicemente antipatico. Rossana, una vecchia compagna di scuola porta dietro a se una serie di personaggi che incarnano il desiderio in Arturo, Andrea de Venuti, un seduttore incallito e senza riguardo; Sandro, Luigi Iacuzio, incarnazione di quell’amore adolescente e violento che sarebbe potuto essere; Michele, interpretato alla perfezione da Franco Di Leva, marito insensibile; il padre e la madre di Adriana, interpretati da un sempre quasi ineccepibile Gino Curcione.

Giuliana de Sio
Giuliana de Sio

Nonostante le numerose repliche, Giuliana De Sio ha mostrato tutto lo smalto e l’energia di una prima, di una potenza irruenta e sensibile sempre in perfetto equilibro; Lo stesso per Franco di Leva il quale per niente intimorito da una “moglie” di così elevata bravura è stato praticamente perfetto nel suo ruolo.

Un capolavoro del teatro italiano che vale sicuramente la pena di andare a vedere e sei attori che è un piacere applaudire

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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