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Nord/Ovest. Il luogo del silenzio

Un cannocchiale puntato sull'Etna che diviene luogo per un “dialogo silenzioso” tra individuo e natura.

Il progetto, affrontato durante la partecipazione ad un concorso di idee per la Villa Bellini, vuole esprimere un’architettura che mostri i segni del presente relazionandosi con l’elemento principale: il paesaggio naturale; creando interazioni nuove all’interno di un sistema che oggi appare come un “non luogo” poiché privato della sua costruzione originaria.

Il progetto, mediante il disegno di un cono ottico, mette idealmente in relazione visiva la Villa Bellini ed il vulcano attraverso la rotazione dell’asse principale in direzione Nord/Ovest e l’ inclinazione di 5 gradi del piano di calpestio rispetto all’orizzontale: il volume che si genera emerge dall’acqua sospendendosi tra terra e cielo.

Svuotato della sua massa interna genera uno spazio di relazione tra l’individuo e la natura stessa, in modo che il fruitore che vi risiede vede, attraverso la lente del cannocchiale, la natura che gli si manifesta incorniciata nella sua ciclica mutevolezza.

Il Giardino è un luogo naturale in qualsiasi direzione si volge lo sguardo, quindi, il dialogo tra natura ed architettura costruita avviene, anche, attraverso l’uso critico del cromatismo dei materiali esterni di rivestimento: l’involucro di legno scuro rievoca da un lato la vecchia costruzione andata distrutta e dall’altro la corteccia degli alberi circostanti; il vetro e l’acqua creano trasparenze e riflessioni donando leggerezza ad un volume solido.

All’interno, invece, il cemento grezzo marca la differenza temporale ed architettonica tra ante e post, tra naturale ed artificiale.

L’essenzialità dello spazio compositivo interno vuole essere la risposta a differenti esigenze funzionali amplificando la fruizione dello stesso. All’individuo viene lasciata questa scelta: osservare la natura, pensare, leggere un libro, lavorare al computer, ascoltare musica, etc etc…

La luce, leggermente diffusa o puntuale sopra le sedute, segna queste azioni che possono essere intime o partecipate.

Tecnicamente l’edificio è dotato di un impianto di climatizzazione caldo freddo a pannelli radianti a pavimento, interamente cablato elettricamente , per dare la possibilità di collegare i propri strumenti ( computers, lettori MP3, etc etc ) ed elettronicamente, dotato, quindi, di rete wi-fi di libero accesso.

L’inclinazione del piano di calpestio non supera l’ 8% in modo da assicurare la fruibilità dell’edificio anche a persone diversamente abili, mentre il salto di quota tra l’attuale piazzale e l’ingresso è superato attraverso un servo scala.

Concludendo, il progetto vuole esprimere un’ architettura che sia il luogo per un “dialogo silenzioso” tra individuo e natura.

Renders credits: Solaria Sclafani – www.solariasclafani.it

 

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Solaria Sclafani

Si laurea in architettura nel 2004. Lo stesso anno inizia a collaborare nello studio del padre, dove si confronta con progetti di restauro e rifunzionalizzazione. Con lui progetta alcuni tra i più importanti hotels e spa della sicilia orientale. Nel 2010 consegue un master in interior design presso lo ied. Durante quel periodo progetta case nella campagna toscana ed alcuni attici a Roma. Inizia così un percorso progettuale che la porterà ad una spazialità pura ed essenziale con una forte interazione visiva con il paesaggio circostante; razionale e riconoscibile fonda le sue radici nella preesistenza senza formalismi e mimetismi. Un linguaggio pulito ed ordinato caratterizzato dal rigore formale e cromatico, dall'assenza di elementi puramente decorativi, e dall'utilizzo di materiali naturali.

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