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Non Halloween e nemmeno la ‘festa dei morti’. Il 31 ottobre è Samhain

Il 31 ottobre è il giorno che non esiste. Non c’è. È Samhain, la celebrazione di origine gaelica che affonda le sue origini nel VI secolo a.C., se non prima. L’antica festività celtica pagana ha influenzato Halloween ispirando la festa cristiana di Ognissanti e dei defunti. La sua relazione ha una valenza materiale legata all’ultimo raccolto e alla preparazione del terreno per l’inverno. Sul piano spirituale è un momento magico e di contemplazione.

Nella notte di Samhain tutto può succedere. Si tratta dell’attimo esatto in cui muore un ciclo e ne nasce uno nuovo, distruzione e ricostruzione del tempo cosmico.

Il regno dei morti incontra quello dei vivi

Samhain era il momento più atteso dell’anno in Irlanda. Il falò sacro, alimentato dalle ossa del bestiame macellato, illuminava la tribù di Tlachtga che festeggiava il passaggio dall’estate all’inverno attingendo con solennità la propria fonte luminosa.

Durante la notte del 31 ottobre, le barriere tra il regno dei vivi e il regno dei morti si annullavano perché Skathach abbassava il suo grande scudo, creando così un “gioioso caos” dei defunti che ritornavano nei luoghi dove avevano vissuto in vita. Un’analogia ripresa anche nelle celebrazioni neopagane e in quelle cristiane.

Nella notte di Samhain sorgono le Pleiadi segnando così la supremazia della notte sul giorno.

I Romani incontrano i Celtici

Intorno all’850 d.C. i romani si contaminano della celebrazione celtica di Samhain. Sarà Papa Gregorio III nell’835 a istituire la festa delle reliquie dei santi apostoli poi estesa a tutti i tutti i santi. Nel’988 invece, con la riforma di Oddone di Cluny, viene istituita la festa dei defunti il 2 novembre.

I cristiani non vedevano di buon occhio la celebrazione celtica. La convinzione era che gli spiriti celtici evocati dai loro riti fossero maligni. Anche per questa ragione ad Halloween scheletri e streghe hanno preso il sopravvento.

L’intuizione di Papa Gregorio III di replicare la festa in chiave cristiana tornò utile per riavvicinare fedeli, con notevoli vantaggi anche sul piano più consumistico legato alle festività che ancora oggi vengono largamente celebrate.

Samhain e il neopaganesimo

Il rito mitico-orgiastico è stato ripreso solo di recente dal neopaganesimo. I wiccan tentano di celebrare quanto più fedelmente possibile seguendo il rituale gaelico, sostituendo il sacro fuoco del falò con le candele sull’altare dove il colore predominante è l’arancione e recitando il Beannachadh Beothachaid.  

Dolcetto o scherzetto?

A differenza del rito legato ad Halloween, Samhain riporta l’usanza del kornigou, torte a forma di corna di cervo a simboleggiare Cernunnos, il Dio cornuto che perde le corna per ritornare nell’aldilà.

 

˜DB

 

 

 

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Redazione

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