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NoMuos, Sciopero Generale A Niscemi

A quasi un anno e mezzo della riuscita manifestazione del 31 maggio 2013, il Coordinamento regionale dei comitati NO MUOS e il comitato locale chiamano a raccolta i cittadini di Niscemi per uno sciopero sociale, domani, venerdì 21 novembre. Un anno fa, quattromila niscemesi parteciparono alla protesta indetta dai comitati e molte attività commerciali abbassarono le saracinesche per mezza giornata, aderendo alla protesta. «Diamo un’altra prova di unità, di maturità, di dignità scioperando compatti: chiudiamo negozi, uffici, posti di lavoro e scuole tutti/e in piazza per la rinascita» è l’esortazione dei Comitati nell’appello che indice la manifestazione, con un corteo che, come l’anno scorso, partirà alle 9 del mattino dalla stessa contrada Marinnuzza della riuscita protesta del 31 maggio del 2013 e che poi si snoderà lungo le vie cittadine.


Niscemi è un comune agricolo di 27mila abitanti, in provincia di Caltanissetta, a una ventina di chilometri da Gela. Dal 1991, nel cuore della Riserva naturale orientata “La Sughereta”, sito di interesse comunitario, sorge la base NRTF della Marina militare statunitense, una selva di 46 antenne per le telecomunicazioni militari del Mediterraneo, a cui negli ultimi anni si è aggiunto il MUOS (Mobile User Objective System), il sistema di comunicazioni satellitari dell’US NAVY composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra (due negli USA, una in Australia e la quarta a Niscemi), ormai prossimo ad entrare in funzione.

«Da un lato – denunciano i comitati – ci danno le antenne NRTF e il MUOS, cioè leucemie, malformazioni, malattie d’ogni tipo, avvelenamento dell’ambiente e dell’agricoltura, dall’altra ci tolgono l’acqua, che arriva vergognosamente ogni 15 giorni in media; minacciano la chiusura dell’ospedale, ci inquinano da oltre 50 anni con il petrolchimico di Gela, ci privano della ferrovia, ci lasciano scuole decadenti e continuano a farci nuotare nella spazzatura».

L’opposizione alla costruzione del MUOS ha coinvolto, negli ultimi tre anni, ampi pezzi di società antimilitarista, ambientalista, impegnata in difesa della salute e del territorio – dagli scout agli anarchici, per intenderci. Una mobilitazione che ha toccato il suo apice il 30 marzo dell’anno scorso, quando oltre diecimila persone arrivarono a Niscemi da varie parti dell’isola e da oltre lo Stretto per gridare il loro «NO!» al MUOS e alla lunga lista di illegalità che ne ha scandito la realizzazione. Una partecipazione impensabile, anche per il tempismo con cui, il giorno precedente, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, aveva revocato le autorizzazioni ai militari USA e aveva annunciato che, a quel punto, la manifestazione non aveva più senso. Il movimento NO MUOS non si lasciò abbindolare e partecipò in massa alla manifestazione. La vicenda giudiziaria legata alla realizzazione dell’opera non è ancora conclusa e il prossimo 25 novembre sarà il Tar di Palermo a scrivere un nuovo capitolo sulla legittimità dell’opera, specie in relazione ai rischi per la salute della popolazione, come paventato dalla relazione del professore Marcello D’Amore, dell’università “La Sapienza” di Roma, incaricato dallo stesso Tribunale amministrativo siciliano.

Ma, prima del 25, c’è l’appuntamento di domani, altra tappa della «lunga resistenza contro la base della marina militare USA», una lotta, ricordano i Comitati nel loro appello, «strettamente collegata all’esigenza di fare rinascere Niscemi dalla fossa che i Governi e le Forze Armate gli hanno scavato. Oggi chiedere servizi, acqua tutti i giorni, mobilità efficiente, diritto alla salute e a un futuro migliore significa solo una cosa: cacciare via gli occupanti americani, estirpare la radice dei nostri mali, per riappropriarci e per decidere, noi cittadini di Niscemi, del nostro presente e del nostro destino».

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Redazione

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