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Nomuos, 100 km in bici per reclamare la libertà

“A volte un gesto semplice come inforcare una bicicletta può avere un significato. Perché in fondo siamo noi a dare un significato alle cose che facciamo. E se sei No MUOS un significato da dare ce l’hai sicuramente! Allora andare in bicicletta vuol dire essere padroni del proprio territorio, reclamare la libertà di andare dove vuoi senza restrizioni, ma anche che vuoi una gestione sana di quel territorio, senza inquinamento, attenta alla salute, alla natura, al paesaggio. Se poi pedali raccogliendo ma mano tutti quelli che vogliono venire con te, vuol dire accoglienza, amicizia, pace.”

Così l’avvocato Nello Papandrea ha commentato il primo Giro NoMuos, con partenza da Catania e passaggio da Caltagirone per concludersi a Niscemi, C.da ULMO.

“Un gruppo di ciclisti sparuto in partenza (partire alle 6 di mattina per fare più di 100 Km. in bicicletta magari non attira tutti), ma che man mano si è ingrossato, strada facendo, entrando a Niscemi festante, per raggiungere in piazza Vittorio Emanuele II e da lì ripartire per C.da ULMO. In questo lungo percorso è stato mandato un messaggio: ci siamo, siamo tanti, siamo perseveranti, non ci stanchiamo, non ci fermiamo di fronte alle difficoltà, arriviamo ai nostri obiettivi. Un messaggio lungo 100 Km che speriamo arrivi dritto al Console Barrosse. Se c’è chi perde la pazienza, c’è anche, chi dall’altro lato non lascia né intimorire né scoraggiare e continuerà a pedalare fino al traguardo finale.”

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Redazione

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