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Reazione del fronte del no catanese

Catania – Alla luce dei risultati del referendum costituzionale che si è tenuto ieri 4 domenica 4 dicembre in cui si chiedeva ai cittadini di votare sì o no per cambiare 47 articoli della costituzione italiana, ecco le dichiarazioni di portatori del NO di Catania.

“Catania registra un record. Il 75% dei catanesi ha detto no ad una riforma costituzionale bugiarda ed autoritaria, ma soprattutto ha detto no a questa politica che governa la città, c’è voglia di cambiamento nella roccaforte della Catania Pd di Bianco. E’ simbolica questa decisione popolare, ne prendano atto Bianco in primis e Crocetta a seguire, ritenuto che la Sicilia ha espresso un no forte al 70%.” – afferma il consigliere d’opposizione Manlio Messina, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia – ” La politica di clientelismo e compromessi condotta dal pd autoritario per mantenersi a galla e per tenersi stretti i posti di potere non è passata inosservato ai siciliani e ancor di più ai catanesi”.

“Il vento è cambiato. Se la stragrande maggioranza degli italiani ha detto no a Renzi e alla sua dannosa riforma, il dato siciliano e soprattutto catanese, con il No che stravince nell’Isola superando il 70%, ben oltre la media nazionale, e con Catania che detiene con il suo 75 % di No il record nazionale tra i comuni capoluogo, è un chiarissimo segnale di cui Crocetta e Bianco devono prendere atto. E insieme a loro chi ha seguito il vento del renzismo e si è convertito sulla via di Damasco sacrificando coerenza e dignità per ottenere poltrone e strapuntini. Gli italiani si sono stufati, i siciliani e i catanesi non ne possono più, e lo hanno urlato forte e chiaro.” dichiara  il coordinatore provinciale di Forza Italia ed europarlamentare Salvo Pogliese.

L’Onorevole Angelo Attaguile sostiene che il 75% sia un risultato straordinario per una Catania governata da Bianco.

Anche il deputato alla camera di Forza Italia ed Onorevole Basilio Catanoso commenta i risultati del referendum: “La Sicilia e le nostre città hanno detto No alla pasticciata e raffazzonata presunta riforma referendaria ma, al contempo, hanno espresso un voto chiaro che boccia senza appello i governi di centrosinistra: quello nazionale di Renzi con le sue promesse non mantenute, e quello siciliano del Centrosinistra e di Crocetta disastroso nelle poche scelte fatte e nei molti momenti di assoluta incapacità decisionale, dalle evidenti contraddizioni di una accozzaglia (per dirla alla Renzi…) di tante, scadenti individualità clientelari”.

“Riteniamo si stata una rande giornata di democrazia, finalmente hanno vinto i cittadini di questo paese, hanno scoperto l’ingano e la sottrazione di potere alla quale stavano per prestarsi ed hanno reagito in massa. Siamo orgogliosi degli italiani.” esordisce Mario Michele Giarrusso che continua dicendo che anche gli italiani all’estero hanno dato una schiaffo morale a Renzi ed a tutta la cricca.

“Il risultato referendario di Catania, con il 74,7 per cento di NO, evidenzia la netta determinazione e la consapevolezza di un elettorato che chiede alla politica un approccio concreto, ben diverso da quello dei partiti della maggioranza di governo, a Roma come a Palermo, volto a fare le cose che servono per davvero al Paese, ai nostri territori. Catania ha detto NO a due anni di sole parole, ad un progetto riformatore sbagliato e inadeguato, ha detto NO all’uomo solo al comando, al tentativo di depotenziare la democrazia”, – lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia. “Mesi e mesi a parlare di riforme costituzionali, di leggi elettorali, nei quali l’esecutivo ha perso di vista il Paese reale, che annaspa, che perde di competitività, che non ha lavoro. I catanesi si sono posti delle domande, le più semplici ma le più concrete. L’Italia ha messo in campo iniziative a sostegno di chi produce e crea lavoro? L’Italia ha un piano per lo sviluppo infrastrutturale per il Mezzogiorno? L’Italia sta gestendo in modo virtuoso l’importante patrimonio turistico e culturale? Un’unica risposta: NO. Da qui si deve ripartire. Servono governi composti da persone preparate, che lavorino, con dedizione, allo sviluppo del Paese, per ridare finalmente all’Italia tutto il lustro che merita”.

Nello Musumeci che ha espresso il suo pensiero durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi alle ore 12.00 nella sede Ass di Catania, sita in via Etnea sostiene che abbia vinto il buon senso. I catanesi hanno capito che si stava per compiere un furto con destrezza. Dopo aver tolto il voto per le provinciali stavano per togliere anche quello per il senato, :”Incredibile risultato a Catania dove, nonostante la presenza di Renzi e chi altro per il sì, si è ottenuto oltre il 70 percento di NO. I catanesi hanno fatto una scelta, hanno dato un voto, forse anche sofferto ma meditato. Adesso Baccei dovrebbe dimettersi.”

“I miei amici hanno fatto il mio nome per quanto riguarda chi dovrà stare alla presidenza della regione – continua Musumeci – e ne sono lusingato ma ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che il futuro candidato alla presidenza della regione debba uscire dalla consultazione della gente, deve essere o le primarie o una serie di sondaggi e non una telefonata romana. Non deve essere il candidato del centro destra ma il candidato di chi non si vuole riconoscersi nella posizione di Renzi e Crocetta.”

“Non possiamo che essere soddisfatti del risultato del referendum costituzionale, che ha visto prevalere quelle ragioni del no che abbiamo fortemente voluto sostenere con la costituzione del Comitato “Lavoratori per il no” anche a livello provinciale. Avevamo già compreso da diverso tempo il clima che si respirava tra gli elettori catanesi, che vedevano nella riforma il rischio di un salto nel buio ed una deriva autoritaria, nonché una serie di incongruenze ed una riduzione dei costi che non avrebbe affrontato alla radice il problema economico. Molti lavoratori hanno anche espresso il proprio disappunto nei confronti di un cambiamento ritenuto una minaccia per i diritti dei lavoratori espropriati oltretutto di un organismo di riferimento come il Cnel. Ad una attenta analisi del testo proposto dall’ormai ex premier Matteo Renzi si è sommato il malessere, in modo particolare dei catanesi che grazie ad una grande partecipazione hanno premiato il no con uno schiacciante 74,4%, ed una insofferenza verso una classe politica autoreferenziale ed incapace di ascoltare e dare risposte concrete alla gente (soprattutto tanti giovani) che prima di tutto chiede ed implora un lavoro. Noi della Ugl, raccogliendo l’esperienza maturata in questa lunga campagna #10milakmperilno, continueremo a batterci per affermare i diritti di chi lavora ed un più incisivo stato sociale, a partire dalla nostra area metropolitana, proseguendo il nostro impegno nelle piazze e nelle strade a fianco dei lavoratori e dell’intera popolazione.” Lo dichiara il segretario generale territoriale della Ugl etnea, Giovanni Musumeci, componente del Comitato nazionale “Lavoratori per il No”.

“La Fiamma Tricolore – scrivono Attilio Carelli, Segretario Nazionale MS e Nando Gambino, Coordinatore Nazionale Comitato NO MS Fiamma Tricolore –  auspica una rispettosa osservanza della volontà popolare ed una autentica revisione costituzionale.
La sonora bocciatura della riforma costituzionale, a cui ha contribuito la Fiamma Tricolore, impone delle considerazioni di ordine prettamente politico. Le prime eloquenti considerazioni, giuste, le ha tratte Matteo Renzi nell’annunciare le dimissioni da Presidente del Consiglio.
Le seconde dovranno essere quelle del Presidente della Repubblica, che non potrà rimanere inerte di fronte ad una chiara esternazione di volontà popolare, relativa non solo al merito della riforma costituzionale, ma anche all’operato di un Governo e di un Parlamento in cui non si riconosce. E, infatti, l’attuale geografia politica parlamentare non rispecchia minimamente la volontà popolare, essendo stata così determinata da una legge elettorale dichiarata costituzionalmente illegittima. Governo e Parlamento che hanno emanato leggi condivise da una minoranza, ma avversata dalla stragrande maggioranza popolare”.

“Il partito Comunista Italiano saluta lo straordinario voto referendario che pone Catania tra le città che hanno dato il maggior contributo alla vittoria del NO.Le molte parate propagandistiche organizzate a Catania con la fattiva, ancorché illegittima collaborazione di Comune e Università, non sono servite a nulla. La controriforma costituzionale di Renzi viene sonoramente bocciato dai cittadini catanesi. Un giudizio inequivocabile non solo sul merito della cosiddetta riforma ma anche sulla natura di un governo diretta espressione di cerchie di privilegiati, che in questi anni ha colpito duramente i diritti sociali.

Duramente sconfitto è anche il variopinto mondo renziano siciliano e catanese ,distintosi per la sua arroganza e il suo servilismo.

Dal voto emerge una spinta formidabile al cambiamento che deve essere raccolta pienamente e tradotta in un nuova stagione di lotte capaci cambiare radicalmente gli assetti sociali e politici.”
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Redazione

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