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Nino Strano smentisce: “Elargizione clientelare? Accusa infondata”

Nino Strano risponde alle accuse. «La correttezza di Sandro Pappalardo è stata enorme. Perché non è che Sandro Pappalardo ha aperto un cassetto e ci ha dato 300.000 euro, che tra l’altro non sono stati ancora elargiti. L’assessore ha emanato un bando e l’associazione ha risposto ai requisiti richiesti ottenendo i punteggi».

«Quindi – prosegue il direttore artistico di Mythos Opera Festival – non c’è stata nessuna captatio benevolentiae di Fratelli d’Italia. E la rendicontazione, che è stata presentata dall’associazione, è stata approvata dagli organi di controllo. Perciò l’accusa di elargizione clientelare è assolutamente infondata».

L’intervista a Nino Strano

Il tempo è grigio, cupo. Rispecchia, per certi versi, il clima tetro che si respira in certi ambienti culturali della città di Catania. Quando irrompiamo nell’intimità della sua abitazione, Nino Strano sta guardando un documentario su Marettimo, un distaccamento di Favignana di 150 anime. «La festa inizia quando l’aliscafo arriva e quando riparte. Ci sono un fornaio, un barbiere, un bar. Non c’è niente, ma la gente è felice!», commenta estasiato.

Iniziamo dall’accusa. Viene contestato il finanziamento regionale per un ammontare di 300.000 euro all’associazione Mythos Opera Festival di cui lei è il direttore artistico.

«Mio fratello, che è un avvocato, sta predisponendo una nota insieme all’avvocato Enzo Guarnera. Però, negli articoli pubblicati, non c’è un’accusa di malversazione, di uso sfrenato o irregolare di soldi. Si dice soltanto che io ero di Fratelli d’Italia e questo non l’ho mai negato. In Italia, fino a questo momento, c’è la libertà di idee. Non si dice che abbiamo rubato soldi…».

Ma si fa una grande confusione nelle voci dei capitoli di bilancio tra teatri lirici e non, fondazioni liriche e associazioni. Per esempio, il Teatro Bellini di Catania – che è un teatro lirico ma che non è fondazione – ha subito ingenti tagli nella Legge di Bilancio Regionale.

«Proprio oggi ho sentito Roberto Grossi e sono con l’acqua alla gola», dichiara Nino Strano. «La Regione ha tagliato tutto. Non possono programmare, non possono fare contratti. Loro hanno circa 13,5 milioni l’anno che non bastano. Non possono bastare! Hanno 400 dipendenti, un’elefantiasi causata dagli anni in cui c’era troppo clientelismo. Ora ci sono addirittura degli stagionali che sono lì da vent’anni che vogliono essere regolarizzati. Il teatro oggi sta soffrendo una difficoltà finanziaria per cui non possono contrattualizzare grandi cantanti e grandi direttori d’orchestra. È un teatro che non ha più sfortunatamente, mentre prima lo aveva, un corpo di ballo. Non hanno più un magazzino di scene».

Le piacerebbe ritornare al Teatro Bellini?

«Preferisco occuparmi come sto facendo, con tanta gioia, di questa associazione, che riprende il progetto che io portai avanti negli anni 1996, ’97 e ’98 insieme al Maestro Giancarlo Zanetti su idea di Franco Zeffirelli, con il quale io lavorai. Franco era di casa dalla buonanima di mia mamma. Mi portò a teatro la prima volta quando avevo 7 anni. In questo teatro io ho avuto mio nonno Francesco che era un clarinettista. Mio zio Nino Strano che era un violoncellista. Mio cugino di primo grado, Francesco Strano, è stato il primo violoncello de “I Musici”, noti in tutto il mondo, ed è stato accademico al Santa Cecilia. Mia cugina Mariagrazia Zagame, figlia della zia Ofelia Strano, sorella di papà, è una Maestra di piano ed è una clavicembalista affermata. Anche lei ha insegnato e suonato in tutto il mondo».

Al di là della sua famiglia, anche il suo è un nome che conta nel panorama artistico e culturale.

«Prima di dedicarmi alla politica, ho lavorato con il Maestro Mauro Bolognini. Ho lavorato in “Norma” e in “Capuleti”. Ho lavorato al teatro Politeama di Palermo. Poi sono stato l’assistente e aiuto regista di Attilio Colonnello in tantissime opere, e di Arnoldo Foà. Ho lavorato nel cinema, in “Metello”. Questo è il mio amore, questa è la mia vita dove mi trovo perfettamente a mio agio avendo totalmente abbandonato la mia attività politica. Mi piace Giorgia Meloni, l’ammiro tanto. La conosco da quando è nata. Sono uno dei “vecchi” in questo mondo della Destra, insieme a Raffaele Stancanelli con il quale abbiamo diviso una vita intera. Ma non faccio più politica attiva».

Adesso c’è infatti l’impegno con Mythos Opera Festival.

«Con il Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara mi sono immerso in questa attività che l’anno scorso mi ha portato a realizzare una grandissima produzione. Al Teatro Antico di Taormina abbiamo portato “Aida” e “Traviata”. A Catania, al Cortile Platamone, “Cavalleria Rusticana” con il maestro Veronesi, mio grandissimo amico con il quale, una ventina di giorni fa, sono andato a casa del Maestro Andrea Bocelli a Forte dei Marmi. Ci farà l’onore di essere con noi il 2 settembre nello stesso luogo dove Papa Giovanni Paolo II lanciò il suo anatema contro la mafia», anticipa Nino Strano.

«Ad Agrigento abbiamo portato lo spettacolo di Nino Frassica dove hanno eseguito due concerti meravigliosi». E continua: «L’omaggio a Zeffirelli al Teatro Antico, il concerto di Natale nella Chiesa di San Camillo in Via Crociferi, un concerto nella Cattedrale di Taormina. Insomma – prosegue Nino Strano – abbiamo riempito di concerti la programmazione con la mia direzione artistica, e la stiamo riproponendo».

Quale programmazione proporrete per quest’anno?

Porteremo “Aida” per la regia di Attilio Colonnello che oggi ha 94 anni e che nella sua vita ha riempito i teatri di tutto il mondo. Faremo la “Traviata” il 29 di luglio e “Cavalleria Rusticana” il 12 agosto. Invece, dopodomani sarò a Caltagirone a fare un sopralluogo sulla scalinata dove, grazie al sindaco Gino Ioppolo, proporremo una “Cavalleria Rusticana”. Sono orgoglioso di avere avuto questa idea che è stata apprezzata da tutti i critici con i quali ho parlato. Poi, faremo un concerto wagneriano ai crateri Silvestri dove uniremo la lava con la sua spettralità alle musiche eroiche di Wagner, senza scene perché la scena è già lì: la lava e l’Etna fumante».

«Le stesse opere che abbiamo programmato a Taormina, abbiamo in animo di farle ad Agrigento dove ci è già stato concesso lo spazio. Adesso aspettiamo il decreto del bando che abbiamo vinto meritatamente. Insomma, siamo qui, stiamo lavorando e siamo orgogliosi di farlo».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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