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Catania, guerra aperta contro le banche. Niente P.O.S al Gotham

Il Gotham, pub in via Vittorio Emanuele, si schiera contro le banche. A prova del proprio orientamento, il titolare  Giovanni Coppola ha esposto sulla lavagna all’ingresso dal locale con un vero e proprio “manifesto di protesta”.

“Non abbiamo il P.O.S per una scelta ben precisa. Non vogliamo fronteggiare le banche in nessun modo. Siamo contro l’usura ed è per questo che le consideriamo nemiche del popolo”. È la scritta che campeggia sopra il nero della lavagna. Il P.O.S è il dispositivo elettronico che consente di effettuare pagamenti tramite carte di credito, di debito o prepagate. L’uso da parte dei commercianti è cresciuto del 12% nel 2018: sono sempre meno, infatti, i negozi dove non è possibile pagare con moneta digitale. Questo ha provocato non poche proteste da parte dei consumatori.

Tra questi vi è appunto il Gotham, che definisce il controllo da parte delle banche sulle imprese come “usura”.

«È una guerra aperta contro le banche che hanno condizionato non solo la vita delle persone, degli imprenditori e dei piccoli risparmiatori ma anche la politica affermando la tecno finanza. Per me il cartello rappresenta un punto di partenza per iniziare nel mio piccolo una battaglia», dichiara Giovanni Coppola. «Per me le banche sono soggetti perfettamente estranei e da combattere fino a quando permetteranno ad una banca di fare tutte le porcherie che fanno. Poi, quando sono in grande difficoltà e ad un passo dal fallimento, si permettono un aiuto da parte dello Stato per salvare un’azienda privata e non i piccoli risparmiatori. Vengono salvati gli squali: è inconcepibile in una nazione dove ci sono problemi davvero seri. Bisogna salvare il popolo dalle grinfie delle banche», incalza Giovanni Coppola.

Il caso Banca Etruria

Il titolare del Gotham si rifà alla famosissima vicenda di Banca Etruria che, a seguito del tracollo finanziario che la vide protagonista nel 2015, fu salvata in extremis dallo Stato. La manovra del bail-in, adattata in quel caso, provocò gravi perdite per gli azionisti e gli utenti, che videro sparire i risparmi di una vita.  Lo scandalo inoltre, fu di grande portata per il coinvolgimento del padre dell’allora ministro Maria Elena Boschi.

Giovanni Coppola, si augura che il suo cartello possa essere d’esempio per altri commercianti: «Mi auguro che lo facciano non solo i commercianti come me, ma che anche i cittadini diano un taglio netto con tutto quello che sono le banche. Basti pensare ai costi di un conto corrente, di un P.O.S:  loro ci guadagnano in modo impressionante. Per non parlare degli interessi su interessi. Hanno un potere micidiale. Nessuno parla di una cosa così seria. Vorrei sapere quante famiglie sono state distrutte dalle banche, quanti di questi squali hanno fatto un solo giorno di galera. Qui, gli unici che pagano, sono i piccoli risparmiatori, i commercianti in cerca di un prestito che non riceveranno mai: per me è una guerra doverosa», conclude Coppola.

 

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