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Niente funerali pubblici per il boss Giuseppe Alleruzzo

È morto ieri  il boss Giuseppe Alleruzzo, vicino a Cosa Nostra catanese. L’uomo, malato da tempo, si è spento all’età di 84 anni nella sua abitazione in contrada “Porrazzo”, a Paternò. Qui si trovava agli arresti domiciliari da circa sette anni, dopo che i carabinieri lo avevano trovato in possesso di armi e 250 grammi di cocaina.

“Signor presidente mi pento di essermi pentito…”: le parole di Giuseppe Alleruzzo

La figura di Giuseppe Alleruzzo fu centrale negli anni Ottanta, periodo in cui iniziò a lavorare come collaboratore di giustizia. Tutto nacque dopo l’omicidio della moglie Lucia Anastasi, nel 1987. Qualche giorno prima, lo stesso triste destino era toccato al figlio Santo. Gli assassini appartenevano tutti a cosche rivali, con le quali si era aperta una faida.

Tuttavia, Alleruzzo non fu sempre convinto delle proprie scelte. Negli anni ’90 ritrattò le accuse, per poi ripensarci e confermare di nuovo il tutto: quel processo portò a ben 43 condanne. L’arresto nel 2012 avvenne in un periodo di “rinascita” per il boss, intento a riorganizzare il proprio clan. Qualche anno fa, il nipote venne arrestato per reati contro il patrimonio.

La Questura di Catania ha vietato i funerali pubblici che si terranno oggi, alle ore 11:00, presso la Chiesa di Santa Barbara: alle esequie potranno partecipare solo i parenti più stretti.

E.G.

 

 

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Redazione

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