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Nicolosi: ecco il locale dello scandalo, ora parla il gestore

Nicolosi (CT) -E’ il Santa Rita Garden il locale ove sarebbero stati cacciati alcuni giorni fa alcuni disabili.

Il proprietario del locale ha deciso di parlare finalmente e ha raccontato la sua versione al giornalista Alessandro Sofia.

Questo uno spezzone dell’intervista pubblicata da Newsicilia:

Quando l’assistente sociale (Graziella Lentini, ndr) mi ha telefonato per prenotare, mi sono messo subito a disposizione, così come è ovvio che fosse. Mi aveva richiesto un numero imprecisato di posti, dai 15 ai 20. Non sarebbe stato un problema. Mercoledì sera la Lentini è entrata nel locale con un collega e tre persone con la carrozzina ed è vero che ha trovato le sedie attorno al tavolo, ma non per mancanza di rispetto, semplicemente perché noi siamo soliti sistemare definitivamente i posti quando si presentano i clienti. Ci muoviamo di conseguenza. Sono manovre rapide. Io comunque, ho provveduto subito ad esaudire le loro richieste, ma l’assistente voleva dirci come bisognava fare, trascurando il fatto che io conosco bene il mio locale e sapevo come sarebbe stato meglio procedere per soddisfare le esigenze di tutti. Quelle del loro gruppo e quelle nostre in vista dell’arrivo di altri clienti. Era soltanto una questione di semplice organizzazione finalizzata alla loro massima soddisfazione. Ma, evidentemente, non ci siamo capiti. Probabilmente il mio modo di essere non le sarà piaciuto, non so. Fatto sta che l’operatrice si è rivolta a un collega e gli ha detto Te l’avevo detto che non dovevamo venire in questo locale. Allora sono stato io ad offendermi ed i toni si sono alzati, tanto che uno dei ragazzi sulla sedia a rotelle ci ha detto di calmarci. Soltanto dopo quella frase che mi ha infastidito, ho detto alla Lentini che nessuno la obbligava a venire qua e che se non le andava bene il mio locale, quella era l’uscita. Non ho insultato o detto cose che potessero fare credere che volessi cacciare i 12 ragazzi in carrozzina. È stato soltanto un diverbio fra me e l’assistente sociale, un equivoco che è degenerato perché poi sono andati via ed è successo quel che è successo. Io non ho cacciato nessuno. Dopo quelle incomprensioni, l’assistente ha preferito portare il suo gruppo in un altro locale”.

 

In sostanza, stando a quanto riferito dal proprietario del locale si tratterebbe semplicemente di un diverbio avvenuto fra lo stesso gestore e l’assistente sociale.

 

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Redazione

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