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Neonata muore durante il trasporto a Ragusa, non c’era posto negli ospedali etnei

Una tragedia in un momento di felicità: una neonata è morta in ambulanza mentre veniva trasportata dalla casa di cura Gibino all’ospedale di Ragusa. La bambina subito dopo il parto ha avuto una crisi respiratoria ma, nonostante i medici abbiano cercato un posto in terapia intensiva pediatrica a Catania, sono stati obbligati a far intervenire il 118 per il trasporto d’urgenza in un’altra provincia per la mancanza di posti disponibili.
La piccola, purtroppo, è morta prima di arrivare all’ospedale.
“La clinica – spiegano i dirigenti – sta collaborando con le autorità competenti e gli investigatori per fornire nel dettaglio il quadro clinico delle bimba al momento e dopo la nascita”.

Intanto, i manager delle aziende ospedaliere di Catania sono stati convocati per domani a Palermo dall’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, per un incontro sulla situazioni delle Utin e la morte in ambulanza della neonata che stava per essere trasportata a Ragusa, dopo che non è stato trovato un posto disponibile nelle strutture del capoluogo etneo. L’assessore sulla vicenda ha avviato un’inchiesta interna “per verificare come sono andate le cose, senza guardare in faccia alcuno”.
Per questa inspiegabile morte sono state aperte due inchieste: la prima è stata avviata dalla polizia di Stato di Ragusa, nel cui territorio si e’ verificato il decesso della piccola. La seconda e’ stata aperta a Catania, dove i familiari della bambina hanno presentato una denuncia.La Procura di Catania, che sta procedendo per gli atti d’urgenza, ha disposto il sequestro della cartella clinica nella casa di cura privata dove la bambina e’ venuta alla luce, la clinica Gibino.

“Si tratta di un episodio gravissimo, – ha dichiarato il sindaco Bianco – che conferma come sia assolutamente indispensabile un coordinamento non soltanto tra le strutture catanesi, che da tempo abbiamo avviato, ma tra quelle dell’intera città metropolitana. Non possiamo permettere – ha detto Bianco – che si verifichino simili tragedie. Quando i posti in determinati reparti specialistici si esauriscono, deve immediatamente scattare un piano alternativo che consenta di trasportare il paziente nella struttura più vicina e nel più breve tempo possibile. Non si può giocare con delle vite umane e bene ha fatto l’assessore Borsellino ad avviare immediatamente un’indagine annunciando che non si guarderà in faccia nessuno. Ed è quello che chiedo anch’io”.

“Esprimiamo dolore e rabbia per la morte di una neonata che, dopo problemi maturati in una clinica privata, non avrebbe trovato posto in nessuna unità di trattamento intensivo neonatale a Catania. – dichiara Luca Cangemi del circolo di Rifondazione Comunista, Olga Benario – E’ necessario fare chiarezza sulla vicenda ed individuare le responsabilità.Ma ciò non basta: questa tragedia mette in rilievo, nel modo più angosciante, le drammatiche condizioni generali di una sanità siciliana stretta tra tagli, cattiva amministrazione, corruzione, privatizzazione.Il compito di oggi è la costruzione di un movimento di lotta contro i devastanti interventi del governo nazionale e di quello regionale, per una sanità pubblica, efficiente , al servizio dei cittadini”.

Sanità che lascia sempre più perplessi e amareggiati davanti a queste tragedie, ma davanti ai disservizi che gli utenti devono subire, come il caso di Acireale, quando una donna, dopo essere entrata al Pronto Soccorso con codice rosso, ha dovuto aspettare 36 ore per accedere al reparto in cui doveva essere stata ricoverata.
In quel caso, fortunatamente, non ci sono state tragedie, oggi a pagare le conseguenze di questa sanità una giovane famiglia spezzata dal dolore.

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