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Nelly scrive a Cècile Kyenge

La sua laurea come rivalsa da donna nigeriana sulla discriminazione razziale e di genere

Nelly oggi si laurea. È felice per l’importante traguardo raggiunto, specialmente a fronte dei tanti sacrifici sostenuti in quanto italiana di origini nigeriane in una società dove il pregiudizio continua a essere predominante. Nelly si affida perciò alle parole che rivolge all’on. Cècile Kyenge per lanciare un importante messaggio di forza, coraggio e speranza ai suoi fratelli e sorelle per continuare a lottare contro le discriminazioni e non arrendersi difronte alle avversità.

Nelly

La lettera di Nelly all’on. Cècile Kyenge

«Carissima On. Cècile Kyenge,

sono Ugochi Ngaobiri Nelly Ohazuruike e, anche se è passato tanto tempo, io e lei ci siamo incontrate in occasione del seminario “Cittadini italiani e cittadini del mondo: cittadinanza nelle nuove famiglie immigrate”, progetto “Ti passo il testimone”, organizzato da Focsiv nell’ambito della Scuola di Politica Internazionale Cooperazione e Sviluppo.

Scrivo con la speranza che questa comunicazione giunga alla sua attenzione e non si perda tra le innumerevoli missive giornaliere.

Martedì 26 marzo 2019 mi laureerò in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Catania! Raggiungere questo traguardo è per me motivo di grande felicità e la mia famiglia è orgogliosa.

Sono nata da genitori nigeriani e sono diventata cittadina italiana quando avevo 18 anni. Già questo per me ha rappresentato un’anomalia, visto che ho vissuto con pienezza la mia infanzia ed adolescenza da italiana in Italia. I miei genitori sono stati un grande esempio. Mio padre è emigrato dalla Nigeria per diventare medico in Italia, mia madre per diventare una bravissima infermiera professionale. I miei genitori hanno fatto tantissimi sacrifici per fare studiare i miei tre fratelli, tutti laureati rispettivamente in medicina, ingegneria, economia, e me. Ho anche lavorato, facendo l’interprete in prefettura nelle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, per dare il mio contributo all’economia familiare.

Lei si chiederà, cara On. Kyenge, perché io scriva.

Certamente il primo motivo è legato al desiderio di condividere questo momento con una Donna di cui ho stima. Ma la verità è che, nonostante la gioia che sto vivendo e l’affetto con cui mi circondano in questi giorni, non posso negare di provare anche amarezza ripensando ad alcuni momenti che ho vissuto durante gli anni di studio. Un’amarezza che a lei posso raccontare, ad altri no perché non capirebbero.

Ai tempi del liceo, il mio vicino di banco mi scrisse sul banco:

“Vatti a lavare sporca negra”!

Negli anni universitari, mentre in attesa dell’autobus, mi sono sentita dire da diversi passanti:

“Tornatene nel tuo Paese”!

Molte volte, entrando nelle attività commerciali, vengo guardata con sospetto e appena proferisco verbo mi sento dire:

“Ah… ma parli italiano”?

Recentemente, una docente universitaria mi ha aspramente rimproverata per via di un esame poco brillante – su questo nulla da eccepire poiché ne ha diritto per il ruolo che ricopre -, ma nel farlo ha utilizzato diverse volte la parola “negra”. Sinceramente poco politically correct.

Io vorrei che la mia laurea in Medicina e Chirurgia fosse un esempio.

Sono una delle pochissime persone di colore che in Sicilia ha raggiunto questo difficile titolo di studio. In quanto donna sono probabilmente un caso ancor più raro. Le nigeriane – ricordo che anche se sono nata in Italia non sono stata italiana fino a 18 anni – non fanno solo le prostitute e i nigeriani non si occupano solo di droga.

Parlino anche di questo i mass media!

La mia storia e quella della mia famiglia, per tanti motivi, è un esempio di immigrazione e seconda generazione. Eppure le difficoltà di integrazione e inclusione non sono mancate.

La discriminazione razziale e di genere è presente ovunque, anche se ben celata per ragioni dell’etichetta. Ormai si sente parlare sono di migranti, ma con termini e modi sempre dispregiativi. Vorrei avere l’occasione e l’opportunità di dire alle persone che sono italiana e mi sono laureata, essere un esempio per i miei fratelli e sorelle! Lasciare un messaggio di pace su cui riflettere in questi tempi così confusi.

Con la speranza di poterla incontrare nuovamente, porgo cordiali saluti».

Ugochi Ngaobiri Nelly Ohazuruike

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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