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‘Nel cuore di una donna’ di nome Chiara Albertini

La scrittrice di Cervia, tornata in libreria con un suo vecchio amore: il cuore

Classe 1980 e un cuore enorme per la scrittura quello di Chiara Albertini, tanto che la Società Editrice «Il ponte vecchio» ha ripubblicato lo scorso anno il suo romanzo Nel cuore di una donna, uscito in prima istanza nel 2014. L’autrice di Cervia, vanta diverse pubblicazioni con diversi editori, tra i quali spicca anche la major Rizzoli con Vento dall’Est. È dalla piattaforma dell’editore milanese che scopriamo che non è solo una scrittrice. La Albertini “dopo aver conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere a Bologna, frequenta un corso editoriale in Tecniche di redazione: editing, correzione di bozze. Dalla carta al web”.

Chiara Albertini
Chiara Albertini

Nel cuore di una donna alla quale il plauso è doveroso

«A un tratto, una ciocca di capelli mossa da un alito di vento le solleticò il viso e le ciglia, allora i suoi occhi si aprirono lentamente per posarsi sulle lontane acque del fiume Arun, le cui sponde sinuose percorrevano il verde dei prati fino a raggiungere il lontano villaggio di Bury». 

È così che mi piace iniziate la recensione a Nel cuore di una donna. Plauso per chi lo ha scritto, che oltre a narrare una storia molto commovente, riesce a far sognare il lettore. Descrizioni rigo per rigo, momenti di grande emozione, delle quali ho aperto la recensione che segue.

 

 

Susan: donna forte con un cuore infragilito

È la storia di Susan, donna forte con un vissuto d’infanzia molto triste. Cresciuta in una famiglia povera, governata da un padre despota e violento verso la propria moglie, nonché madre di Susan e dell’altra figlia, Beth, che vittima del marito, sviluppa un comportamento freddo nei confronti delle due figliole. Dopo la prematura scomparsa del padre e raggiunti vent’anni d’età, Susan conoscerà Paul. Convolando a nozze si trasferirà negli Stati Uniti, lontana dall’Inghilterra, terra natia. Formerà una propria famiglia coronata dalla nascita di tre figli.

L’azienda e un segreto blindato nel suo cuore

Assieme al marito fonderà una azienda di quelle a conduzione familiare che le garantiranno di vivere in maniera agiata. Cresceranno i figli, educati secondo principi che lei non aveva conosciuto e ricevuto durante il periodo adolescenziale. Sembra tutto bello, ma c’è un mistero in Susan. Quando conobbe Paul, nascose lui dell’esistenza della madre. Azione che fece proseguì anche coi tre figli, giustificandola con la menzogna d’esser rimata orfana in giovanissima età.

 

Nel cuore di una donna (clicca sulla cover per acquistare il libro)
Nel cuore di una donna (clicca sulla cover per acquistare il libro)

La visita della sorella Beth e il momento cruciale dei sentimenti

Un giorno però ricevette la visita della sorella minore Beth, la quale  la informò che la loro madre era prossima alla morte, causata da una malattia che ormai l’aveva assorbita quasi del tutto. Da quel momento Susan venne travolta da sentimenti verso una madre che non l’aveva mai saputa amare e al contempo dall’acredine che si era sviluppata nel marito e nei suoi figli, perché non accettavano che le avesse nascosto il proprio passato.

Acme della scrittura

È proprio da questi contrasti emotivi che Chiara Albertini da il meglio di se: la sua stilistica scorre nel cuore del lettore, grazie ad una sensibilità che solo una finissima penna come la sua riesce a instillare. La storia con i suoi risvolti diventa pagina dopo pagina sempre più appassionante e viene raccontata con meravigliose sfumature di buonissima letteratura, cui all’inizio dico. Il coinvolgimento, anche emotivo, del lettore è totale e assoluto, grazie anche al contenuto avvincente e come già detto molto commovente.

Scorrevole la lettura, piacevole e coinvolgente il testo che non possono non far esclamare che Chiara Albertini è una bravissima scrittrice che poggia il dito nel cuore di ogni persona.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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