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Cronache

Nave Diciotti, la Procura apre un fasciscolo tra le proteste

Sono giorni che la nave Diciotti e i suoi 177 migranti a bordo sono al centro di polemiche e ballottaggi.

Stanotte è attraccata al porto di Catania. Sul molo di levante sono presenti Polizia di Stato, Carabinieri e militari della Capitaneria di Porto che stanno cercando di tenere lontano sia i giornalisti, che la ventina di manifestanti sul posto. Ben accette invece le organizzazioni di soccorso e volontari.

“Liberate gli ostaggi”

Sono tanti i catanesi che si battono per far scendere dalla nave i migranti, che vengono definiti addirittura “ostaggi”. “Restiamo umani” e “Stop the attack on refuges” sono gli slogan di due striscioni offerti alla vista del pubblico, nel porto di Catania in un presidio organizzato dalla Rete Antirazzista Catanese. Presenti sul posto anche Claudia Urzì, Dafne Anastasi ed Orazio Vasta, militanti dell’USB.

Mentre Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia lancia il suo appello: «Tenere come fossero ostaggi 177 persone tra uomini , donne e bambini in una nave militare italiana è disumano oltre che illegale. In quanto si scontra contro le Convenzioni internazionali e i diritti umani«.

«Ancora una volta- prosegue Lisi- il Ministro degli Interni, che ha fatto la sua fortuna politica a danno degli ultimi che come sempre sono poveri e indifesi. Rischia di fare una pessima figura davanti all’umanità e al mondo intero. Un comportamento che consideriamo autoritario e intollerante, che non corrisponde ai principi fondanti della Costituzione italiana. Ancora meno al modo di pensare degli italiani ovvero di coloro che ancora fondano la loro cultura e la loro storia sulla solidarietà e sulla tolleranza».

La questione legale

La Procura di Catania ha già aperto un fascicolo ‘atti relativi’, senza reati, sul caso. A firmarlo il procuratore aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Andrea Bonomo.

Ma l’inchiesta principale resta quella avviata dal Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. Essa si basa sul tentativo di sbarco di un barcone con 190 profughi a Lampedusa. E anche sull’interrogatori, a cura della squadra mobile di Agrigento e della Guardia Costiera, di 13 dei migranti scesi per evacuazione medica a Porto Empedocle.

Secondo le testimonianze, le persone sarebbe state soccorse da un’imbarcazione. Gli individui a bordo avrebbe detto di essere che hanno prima ‘scortato’ il natante verso Lampedusa. Dunque dopo circa 24 ore dall’intervento, avrebbero invertito la rotta abbandonando i migranti che sarebbero stati poi recuperati dalla Guardia Costiera.

Crediti foto: Claudia Urzì

 

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