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Natale, “chi ni mangiamu”?

Sicilia, terra di sole, mare, montagna, cultura, architettura e…cibo.

Siamo arrivati già a metà dicembre e tra qualche giorno nonne, zie e mamme del sud si ritireranno in cucina per decidere cosa mangiare a Natale.

Si riuniscono quasi in segreto per decidere il menù. Iniziano dalla tipica domanda: “Ma quanti semu?”Come se ogni anno ci fossero parenti sconosciuti in arrivo dall’Australia.

Si prosegue stilando il menù che è sempre lo stesso, ma viene deciso come se ogni anno si scegliesse tra nuove ricette gourmet.

La verità è che noi siciliani siamo tradizionalisti e di mangiare l’oca all’arancia a Natale proprio non vogliamo saperne.

Cosa prevede quindi il tipico menù siciliano natalizio?

Che si tratti di pranzo o cena, a tavola non mancheranno mai le crispelle, sia in versione salata con acciughe e ricotta che in versione dolce con miele e zucchero a velo.

Tra i primi, oltre alle classiche lasagne digeribili per il 28 di dicembre, troviamo la pasta “ncaciata”. E’ una ricetta tipica del messinese che ha come ingrediente principale il cacio. Alcune zone di Agrigento o del catanese l’hanno rielaborata aggiungendo ragù, melanzane fritte o uova sode.

Dopo il primo abbiamo un piccolo spuntino, un leggero intervallo tra il primo e il secondo. Trattasi del baccalà fritto.

Dopo questo leggero intramezzo, la tavola si riempie di piatti che potrebbero essere antipasti o secondi. Scacciate tuma e broccoli o con la salsiccia. Queste sono fondamentali perché resteranno anche per il pranzo del 25 e per i più impavidi anche per la cena.

Il falsomagro farcito con uova, prosciutto e formaggio sarà poi accompagnato da svariati contorni: peperoni, piselli, puré di patate, patate al forno, broccoli affogati.

A Caltanissetta invece si friggono le impanate, mentre a Messina si prepara il “pastizzu”.

Quando lo zio ha ormai perso i sensi sulla poltrona, la nonna ha iniziato a russare e i bambini hanno spacchettato i regali seminando carta ovunque, è ufficialmente il momento dei dolci.

Abbiamo già anticipato che a Natale non possono mancare le crispelle con miele e zucchero a velo. Ma sono certa che sulle tavole siciliane non mancheranno cassata siciliana, pasticceria mignon, cannoli come se li regalassero e tiramisù.

Dopo aver sfiorato il picco glicemico si gioca a tombola. E non lo mangi il panettone o il pandoro con crema di pistacchio appena raccolto direttamente da Bronte? Puoi aprire anche le paste di mandorla che non hai comprato di certo ma che hai avuto la “fortuna” di trovare in qualche cesta regalo appena ricevuta.

Quanto ci piace mangiare a Natale a noi siciliani. Ma in generale quanto ci piace mangiare!

Siete pronti all’abbuffata?

 

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