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Natale ad Adrano, ovvero Natale nei centri commerciali

Tutti gli adraniti aspettano il Natale. C’è chi aspetta le festività natalizie per le vacanze, ma soprattutto ad Adrano c’è chi aspetta il Natale perché viene lo zio dalla Germania, dal Belgio o dal Nord (Italia).

Se una volta quando arrivavano i parenti  la gente andava  in Piazza Umberto, in Via Garibaldi e in Via Roma, oggi, seppure in parte, le piazze adranite hanno lasciato il posto ai centri commerciali.

Dal più vicino Etnapolis, la nuova “piazza” degli etnei, ai più “metropolitani” Katanè, le Porte di Catania e Centro Sicilia, per gli adraniti c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Si dirà che in effetti non c’è un granché nei paesi. A dir la verità ad Adrano, al di là del Mercatino di Natale, già concluso lo scorso 20 dicembre, quest’anno non c’è stato un granché, anche se non sono mancate le iniziative organizzate da privati, associazioni, quartieri e parrocchie.

Visto il vuoto di iniziative, anche se ad Adrano non manca un centro storico e soprattutto non mancano negozi all’altezza, la gente ha preferito riversarsi nei centri commerciali.

adrano centro storico
adrano centro storico

Quando vanno nei centri commerciali  le donne adranite, pensando quasi esclusivamente allo shopping, rientrano in un’unica categoria, mentre gli uomini sono suddivisibili in almeno cinque classi. C’è l’elegante, ovvero quello che fa a gara con la moglie o la compagna per sembrare più bello. C’è lo sportivo che cerca sempre il modello di scarpa Nike o Adidas più costoso. C’è poi il tecnologico, quello si aggira nei negozi di tecnologia cercando sempre l’ultimo modello di tutto. Poi c’è il curioso, il tipo più interessante, che fa domande tipo: “ma questo computer si collega ad Internet?”. E infine c’è l’incazzoso, il tipo più “pesante” e più diffuso. L’incazzoso è quello che ha sempre premura e che sembra sta andando in un campo di concentramento piuttosto che  in un centro commerciale. L’incazzoso si suddivide a sua volta in due sottocategorie: l’incazzoso puro, ovvero quello che litiga sempre con la moglie e/o con i figli e che è pronto a scagliarsi col promoter insistente e l’annoiato, ovvero quello che sta seduto tutto il tempo nelle panche quando si trova in un centro commerciale, una sorta di cane domestico senza guinzaglio.

Gli uomini adraniti, tornati al paese, perdono le loro identità per uniformarsi alla categoria del giocatore. Ogni anno si sparge  la voce che ad Adrano, durante certe giocate, c’è gente che ci ha rimesso pure lo stipendio puntando centinaia di euro a colpo (come si dice in gergo) e perdendo migliaia di euro nel giro di una serata . Quando si gioca a Baccarà, specie quando si è in tanti,  chi fa il banco recita sempre una preghiera prima di iniziare. A fare il banco  sono spesso i padroni di casa, i più estrosi e i più ricchi. I più sofisticati giocano a poker, i più semplici  a Baccarà. La tombola è invece bandita perché viene considerata un gioco per anziani, non a caso la tombola  è molto diffusa nei circoli adraniti.

Nella sera del 24 dicembre , oltre alle giocate, c’è il cenone. Per il 25 c’è chi resta a casa e chi va a mangiare al ristorante. I più esigenti vanno a mangiare in paesini del messinese, i più semplici vanno a mangiare nei ristoranti di Biancavilla e Santa Maria di Licodia.

Se gli adraniti più esigenti vanno nei ristoranti del messinese e nei centri commerciali catanesi, quelli che non vogliono allontanarsi vanno ad Etnapolis e nei ristoranti di Biancavilla o Santa Maria di Licodia….brindiamo per il Natale, ma per Adrano c’è poco da festeggiare.

 

 

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