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Natale 2018. A qualcuno piace farlo strano: sushi o baccalà?

Tra tradizione e nuove tendenze

Quando entrano in gioco nuove tendenze, si sa: le vecchie abitudini cedono, seppur malvolentieri, il proprio posto, in maniera quasi naturale, al nuovo. Ma quando c’è di mezzo la sfera culinaria con le sue profonde tradizioni non sempre “le nuove tendenze” sono le benvenute. Specialmente se si pensa di includerle nei menù preparati in prossimità delle festività. I festeggiamenti del Natale, per esempio, sono sentitissimi ovunque e in Sicilia ancora di più. Ed ecco che gli spazi per le novità si annullano drasticamente. Forse!

Sushi: tendenza che piace a molti, ma non a tutti

Nelle preferenze degli italiani, in questi ultimi anni, il sushi si è man mano affermato, contendendo il posto ad altre prelibatezze, nonostante le sue origini siano molto distanti e non solo geograficamente.

Dal lontano estremo Oriente, il sushi è diventato una vera mania con decine di ristoranti – non sempre autenticamente giapponesi – apparsi in ogni angolo della nostra città.

Le origini di questo piatto tipico giapponese famoso al mondo, sono lontanissime nel tempo: risalgono al IV sec. a.C. La sua preparazione, sicuramente diversa da come la conosciamo oggi, nasce come metodo di conservazione. Il pesce era avvolto nel riso già cotto e la sua fermentazione ne conservava la qualità per lunghi periodi. Al momento della consumazione il riso veniva scartato.

Questo antico metodo di conservazione si estese a tutto l’estremo oriente dalla Cina sino alla Corea e al Giappone, dove i monaci buddhisti pensarono di consumare entrambi gli alimenti. Con il passare del tempo e le influenze locali, la tecnica e la preparazione del sushi si affina e si evolve con l’introduzione di nuovi ingredienti come l’aceto di riso e la salsa di soia. È un piatto veloce. Come da tradizione giapponese, il sushi si consuma direttamente al bancone e il più delle volte con le mani.

Baccalà: cucina, profumo, Sicilia e tradizione. 

Dalle bacchette orientali, passiamo alla forchetta nostrane, parlando di baccalà. Di sicuro conosciamo molto bene qualità e modalità di preparazione ma poco delle sue origini e come sia arrivato sulle nostre tavole.

In breve la storia di com’è arrivato sulle nostre tavole. Il baccalà è un merluzzo salato ed essiccato proveniente dal nord Europa. Molto probabilmente è giunto sull’isola, nel porto di Trapani, a bordo di navi norvegesi o danesi, come prodotto di scambio con il sale trapanese. Elemento di fondamentale importanza infatti, per la conservazione del baccalà.

Dopo l’essiccazione all’aria, i grossi merluzzi sono cosparsi di sale che ne assicura una lunga conservazione. Considerato un piatto economico e molto nutriente, si diffuse in tutta l’isola in brevissimo tempo. Ma non è tutto! I siciliani appresero le qualità di questo prelibatissimo piatto dai francesi, grandi estimatori e consumatori. Non lo sapevate, vero?

Ogni generazione ride delle mode vecchie, ma segue religiosamente quelle nuove.

 (Henry David Thoreau)

 

Mancano davvero pochissimi giorni al Natale. Mamme, nonne, zie sono già posizionate davanti alle griglie di partenza delle cucine della nostra bella isola, che verranno trasformate per l’occorrenza in vere e proprie sagre del baccalà. O forse la moda del sushi con la sua preparazione veloce e leggera ha preso il sopravvento? Insomma baccalà, merluzzo o sushi, sempre di pesce si parla.

La cosa ci ha incuriosito a tal punto che abbiamo voluto simpaticamente lanciare un sondaggio sul web: sushi o baccalà? Da una parte il sushi nel suo nuovo abito di tendenza e dall’altra il tradizionalissimo baccalà ancorato, è proprio il caso di dirlo, ad una forte e antica tradizione siciliana.

Ecco cosa non deve assolutamente mancare a tavola per Natale.

IL SONDAGGIO

 

I dati parlano chiaro. L’elevata percentuale di preferenze non lascia alcun margine di dubbio sul fatto che a tavola vince decisamente la tradizione.

Insomma, giù le mani dal baccalà. Se manca lui, in Sicilia non è Natale!

Del resto Paese che vai, tradizione che trovi. E le nostre di tradizioni preferiamo tenercele belle strette. Stretta come una famiglia seduta allo stesso tavolo. Perché quando è Natale e la tavola è piena, ovunque ci si trovi, la famiglia è l’unico elemento che non deve assolutamente mancare.

Buon Natale!

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