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C’è il natale e poi c’è il Natale a Catania

“Come glielo spieghi ad uno del Nord che da noi il Natale non è il 25 Dicembre ma è quel periodo che va dal 7 Dicembre al 6 Gennaio?
Che è di regola che le vigilie sono pizza e sfincione e le feste pranzi che durano dalle 5/6 ore senza contare panettone-pandoro-cassata-dolcini e frutta secca per “toglierti il sapore”?

Ecco come è strutturata la giornata festiva della famiglia catanese tipo:
Sveglia all’alba per “sistemare” la casa e apparecchiare il tavolo (si, da noi il tavolo si apparecchia all’alba).
Mobili spostati, pareti abbattute, divani spariti che Extreme Makeover Home Edition si po ghiri a ammucciare visto che le mamme in un’ora fanno di meglio!

Una volta creato il vuoto cosmico, dal nulla appaiono tavoli, tavolinetti e sedie che “secondo me ci sarà un portale per un universo parallelo nello sgabuzzino… non c’è altra spiegazione…”.
Si apparecchia per un pranzetto intimo in famiglia: 23 persone + 12 bambini e 3 neonati.
Servizio e tovagliato “buono”!

Una volta che il tavolo è “addobbato” si passa alla fase CUCINATA. Alle 7,00 del mattino di un giorno festivo puoi sentire già in giro odore di sugo, salsiccia e frittura.

Il menù prevede:
ANTIPASTI: tartine con tonno e maionese, salmone e maionese, prosciutto e maionese, “caviale” e maionese, maionese e maionese;
cardi, broccoletti, carciofi e zucchinette fritti in pastella; pezzame vario ed eventuale;olive “accomegghiè”, sottaceti e sottolio (di palma possibilmente) e insalata di riso, russa e di mare in cui trovi di tutto tranne che l’insalata.
PRIMO: Lasagne, ovvero 8 strati di pasta tenuti insieme da 7 litri di “bresciamella” che -“Zia ma sono intollerante al lattosio” -“Biiiii tutti moderni sono ormai, mancia che è fatta in casa e male nun ti ni fa”.
SECONDO: Sasizza con le patate. Variante vegetariana: Brociolone con i pisellini e le carotine.
Il tutto naturalmente servito in porzioni alla “Giuliano Ferrara e Antonino Cannavacciuolo”. E per finire “un po di insalata che ci doveva essere solo per chi la voleva (una cofana da circa due chili!!!) …e poi “serve per bruciare i grassi…”

E’ fondamentale a Catania che l’ospite deve “tuppuliare con i piedi” ovvero deve presentarsi con:vino, liquori e mezza pasticceria.
Il pranzo/merenda/cena si consuma nel frastuono più totale che “scusa passami la coca cola” te lo dico via megafono o su “uozzap”.

Una volta saziati le donne sbarazzono in 6 minuti e 45 sec. che Mary Poppins gliela può solo sciusciare!
Quando è tutto bello “assistimato” ci si mette in posizione “chiffà tiramu?” ovvero per la TOMBOLA, terrore per i ragazzi e divertimento psichedelico per bambini e anziani.
Le frasi tipiche che si possono udire durante questo gioco sono:
-“AMBO” dopo il primo numero estratto.
-“Ma IL 25,56,72,49, 36 sono usciti?” dopo neanche 2 minuti.
-“Ma livastivu i nummari ri me cartelle? Unnaiu misu mancu unu…” e alla fine s’ammucca a tombola!?!?!
-“Aspè mi sono cadute tutte le lenticchie, ripeti tutti i numeri…”
-“1 IL PIU’ PICCINO, 77 COSCE DELLE DONNE, 23 CULO, 33 GLI ANNI DI CRISTO, 11 CURNUTU…”
-“DAI ASPETTO IL 40 DA UN’ORA” …… “41… TOMBOLA!!!!”
Per non dire di chi si prende 10 cartelle per poi dire:
“Aspè vacci a leggiù…è aviri u tiempu pi controllare tutti i cartelle…” E poi alla fine diventa una iena se la nonna con una “schifosissima cartella” si ammucca ambo terno quaterna “cinchina” e tombola!?!?!

Intermezzo per dolci, caffè e ammazzacaffè (un’altra ora e mezza).
La giocata a CUCU’ non la descrivo perché ho rispetto per tutte le famiglie distrutte a causa del “morto”. So di fratelli che non si parlano da 5 anni “per sicurezza”.
Verso le 20,00 va in scena il “chiffà mettiamo a tavola quello che è rimasto?” “Nooooo io non mangio mi siedo solo per farvi compagnia”…e poi si manciano puru i peri ri tavulina…
Qualche altro giro di 31 per le donne ed i bambini mentre i maschi giocano a Briscola in 5 in un silenzio tombale ma che dopo si trasforma in Apocalipse Now con grida e litigate annesse.

Si termina con la spartizione del cibo rimasto in contenitori della Tappeware e ognuno a a casa sua!
Come glielo spieghi ad uno del Nord che tutto questo fa parte del nostro bagaglio culturale che dobbiamo tutelare?
Perché nonostante i “pensieri”, le disgrazie e le “mancanze” che ci sono in tutte le famiglie, ci basta del cibo e lo stare insieme e tutto passa… almeno per un giorno…. almeno per un pranzo!!!

Fonte facebook

 

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Redazione

Quotidiano on-line siciliano

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