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Nasce a Catania il comitato ‘Vota sì per fermare le trivelle’

Ieri si è costituito il comitato provinciale catanese “Vota SI per fermare le trivelle” che avrà sede presso il comitato territoriale dell’Arci di Catania in Corso Sicilia 97.

Sabato 5 marzo alle ore 10.30 presso la libreria Voltapagina via Francesco Crispi 262 si terrà una conferenza stampa per illustrare le prime iniziative che il Comitato intende portare avanti durante la campagna elettorale.
Campagna elettorale che si concluderà il 17 aprile quando i cittadini verranno chiamati alle urne per il REFERENDUM ABROGATIVO della norma che prevede permessi e concessioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti di idrocarburi entro dodici miglia dalla costa… Invitiamo tutte le associazioni, tutti i comitati, e tutti i cittadini sensibili alla salvaguardia del nostro territorio a fare parte del Comitato.

Il Referendum nasce, oltre che dalle battaglie del movimento “No Triv”, dalla richiesta di dieci Regioni che si sono schierate contro la norma, contenuta nel decreto “Sblocca Italia”, che accorda alle grandi compagnie petrolifere le concessioni per poter trivellare il nostro mare, le nostre coste ed il nostro territorio. Tra queste regioni non c’è la Sicilia. Il Presidente Crocetta dopo aver più volte ripetuto in campagna elettorale il suo NO alle trivellazioni, come gli accade spesso, ha cambiato idea e svenduto le nostre spiagge più belle ai petrolieri.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum.

“Renzi e Crocetta scommettono su silenzio e disinformazione! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che si mobiliteranno per il voto”. Ci poniamo l’obiettivo di diffondere informazioni sul referendum e far crescere la mobilitazione. Per preservare il nostro mare ed il nostro territorio, per salvare il turismo e la pesca minacciati da un’idea dannosa e obsoleta di approvvigionamento energetico.

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Redazione

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