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Narcisismo: vizio o virtù?

Narciso era un giovane bellissimo che perde la vita perché si innamora perdutamente del suo riflesso

Alcuni anni fa partecipai a un corso di scrittura creativa con un maestro che dispensava consigli di vita, perle di saggezza e di scrittura. Un giorno questo maestro mi chiese: “Perché scrivi?” “Non posso farne a meno. Ne ho voglia. Quando scrivo mi sento felice. È il mio modo di esprimermi. Non so disegnare, ma sono una creativa e la creatività si può trasmettere anche per iscritto”. Furono le mie risposte. Lui scosse la testa. “Puoi raccontarti tutto quello che vuoi, ma chi scrive lo fa per essere letto”. Ed è vero. È evangelico. Anche se ammetterlo è stata un’attestazione di narcisismo difficile da confessare in primo luogo a me stessa (ovviamente non è certo stata la prima volta che mi viene fatta notare la mia attitudine al narcisismo).

Ok, sono una narcisista. Forse è per questo che insegno ai bambini, scrivo, ho lavorato e lavorerei ancora in una radio e rappresento 423 cittadini in un consiglio comunale.

Ma chi era Narciso?

Narciso era un giovane bellissimo che perde la vita perché si innamora perdutamente del suo riflesso. È talmente famoso da diventare una parola di uso comune per indicare una specifica caratteristica dell’uomo, forse addirittura una patologia: narcisismo, amore smisurato per se stessi.

E chi è dunque il narcisista?

Ho trovato molto interessante e comprensibile anche per i non addetti ai lavori come me, la differenza che fa la  Dott.ssa Wendy T. Behary, fondatrice e direttrice del Cognitive Therapy Center del New Jersey, tra il narcisista sano e il narcisista maligno.

Il narcisista sano

Persona carismatica, assertiva e sicura di sé che, galvanizzata dai complimenti e dalle lodi, ottiene spesso fama e riconoscimenti nella comunità di appartenenza. Sono uomini e donne fortemente determinati, padroni di sé e capaci di una leadership coinvolgente ed empatica. Spesso queste personalità sono diventate così dopo aver superato un passato burrascoso e turbolento grazie ad una terapia o l’incontro fortunato con un insegnante, amico o mentore.

Il narcisista maligno

Il narcisista maligno ha caratteristiche che lo pongono in un’area ibrida tra narcisismo e disturbo antisociale di personalità. Alcune caratteristiche tipiche del narcisismo raggiungono nel narcisista maligno il massimo grado di espressione: grandiosità, mancanza di sentimenti, perdita di contatto con il sé e il corpo, mancanza di contatto con la realtà, senso di onnipotenza, diffidenza verso gli altri, rabbia espressa, sadismo (anche verso se stesso) e crudeltà.

A questo punto penso che un narcisista sano possa avere una qualche utilità in questa nostra società brutale.

Con l’esperienza, ho capito che gli altri, esattamente come me, hanno talenti e inettitudini

Spesso mi interrogo sulle mie effettive e aprioristiche mancanze, ma siccome l’articolo di oggi parla di narcisismo, ovviamente l’interrogazione si sposta sulle aprioristiche virtù. Forse potrebbe addirittura apparire come un’insana perversione. La leggera incoscienza di chi si ama in maniera sana e riesce a farsi baricentro, può diventare un terreno colorato e fertile in cui abitare.
Per esempio questo blog, questa rubrica domenicale.

Ciò che rende prezioso questo posto ai miei occhi non è tanto il mio mondo che ci sta dentro e che io conosco a memoria avendolo davanti 24 ore al giorno, sette giorni su sette, senza via d’uscita, nonostante saturazioni ed esasperazioni periodiche.

Ciò che rende prezioso questo blog sono le lettrici e i lettori che passano di qui. Ancora di più quelli che lasciano tracce del loro passaggio.

Perché è grazie a loro che ho il desiderio di condividere idee, pensieri, esperienze e visioni del mondo.

Ci sono persone che transitano di qui che, pur essendo solo entità virtuali, sono presenze importanti, “pesanti” nel significato migliore dell’aggettivo, stimolanti, capaci di orientare una conversazione e dei pensieri, capaci di lasciare dei segni che poi danno il senso del mio passaggio, non solo in questo blog.

ll narcisista, se maligno, fa l’amore con se stesso. Se benigno fa l’amore con chi ha di fronte, in questo caso attraverso le parole. Sono, quindi,  una “Narcisa”, ma vi tendo la mano perché solo insieme facciamo squadra. Solo con voi io non posso diventare voce.

Se un giorno voleste omaggiarmi di un fiore, regalatemi un narciso. Mi ricorderò chi sono e da dove vengo.

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