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Mutilavano giovani e donne per intascare le assicurazioni

Una banda criminale, nel palermitano, era dedita ad inscenare falsi incidenti per intascare le assicurazioni. Ma c’è di più: si arrivava perfino a mutilare arti e a provocare fratture a giovani e donne.

La nuova maxi operazione eseguita oggi a Palermo ha portato all’arresto di 42 persone con oltre 100 indagati. Tra questi anche un avvocato Graziano D’Agostino, incaricato di curare l’aspetto legale dei falsi scontri. Erano due le bande che si occupavano di questi “servizi”. Le persone reclutate erano per lo più giovani tossicodipendenti, disoccupati, ragazze madre.

Il modus operandi era piuttosto semplice. Dopo aver mutilato i soggetti prescelti, i criminali li portavano nella strada individuata per inscenare l’incidente. Qui si trovava già i testimoni compiacenti che procedevano chiamando il 118. Una volta che le false vittime si trovavano in ospedale, entravano in scena altri componenti della banda, al fine di assicurarsi che la truffa procedesse per il meglio. Dopo le dimissioni, gli “incidentati” avevano diritto ad una piccola paga. Le cifre elargite dalle assicurazioni, infatti, non toccavano minimamente le parti offese, bensì arrivano ai vertici delle associazioni criminali. Malloppo più sostanzioso, invece, per coloro i quali si occupavano delle pratiche: le loro ricompense andavano dai 10mila fino ai 40mila euro.

Un’altra banda era già stata sgominata nell’agosto scorso: l’operazione aveva portato all’arresto di 11 persone, tre delle quali avevano deciso di collaborazione con le Forze dell’Ordine.

E.G.

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Redazione

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