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Nello Musumeci vince e ora comincia l’odio stellato

Adesso il popolo siciliano ritrovi la propria identità: stop all'odio sui social!

Oggi la Sicilia inizia a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

Cambia lo scenario politico e i suoi protagonisti: Nello Musumeci è riuscito a conquistare la presidenza della regione. È lui il nostro governatore adesso! Un grande risultato frutto di enormi sforzi, grande impegno e importante determinazione di squadra.
Più o meno. Perché va detto: qualcuno, sin dall’inizio, sembrerebbe avere remato contro anzitutto permettendo la candidatura dei cosiddetti “impresentabili” con le precipitose declinazioni che ne sono seguite, dettate dalla frenesia di screditare l’intera coalizione e il candidato alla presidenza di centro destra.

“Impresentabili” accostati addirittura alla mafia i quali, poiché notoriamente mal visti dal candidato in pectore, potrebbero avere indirizzato al voto disgiunto il proprio elettorato al principale avversario: Giancarlo Cancelleri e quindi il M5S alla presidenza. Naturalmente, una volta pubblicati tutti i dati, basterà un controllo incrociato per accertare se questa teoria potrà essere accreditata. Certo, sarebbe un rilevamento paradossale, se confermato: se i voti dei sostenitori degli impresentabili considerati “mafiosi” sono andati a nutrire il bacino elettorale del candidato pentastellato, per proprietà transitiva si potrebbe affermare che è stata la mafia a permettere al M5S di essere oggi il primo partito dell’isola. Una considerazione di cui probabilmente i militanti del M5S non hanno tenuto conto. E forse, gli importa ben poco: ormai siamo talmente abituati al loro deprecabile livore che non ci stupiamo quasi più se un senatore della Repubblica muove pesanti insulti sessisti verso una comune cittadina o se per avere espresso un pensiero ci ritroviamo messaggi carichi di calunnie e minacce. Qualcuno ritiene siano haters e che questo è il destino che spetta ai fanatici frequentatori dei social network, solitamente grillini.

Troppo facile dire “Beppe Grillo et Angelo Parisi docet”, nonostante qui si vada a pane e antigrillismo. Così ieri pomeriggio, non appena pervenuta nella mia messaggistica privata una foto che di satirico ha ben poco ma decisamente carica di blasfemia, l’ho condivisa per lanciare una provocazione a chi mi segue sui social (e siete davvero tanti!): Giancarlo Cancelleri in croce al posto di Gesù con i principali avversari politici di questa tornata elettorale ai suoi piedi. Ebbene, il numero delle reazioni negative e gli appunti sull’oscenità dell’immagine sono stati nettamente inferiori rispetto al numero delle reazioni positive e di compiacimento per i risultati in una fase di crescendo che hanno poi portato alla vittoria del candidato sostenuto. La conclusione che se ne trae è semplice ed è una sola: l’odio genera odio. Puoi essere un bravo cristiano, ma se vivi in un ambiente dove si respira odio, imparerai a odiare come e peggio degli altri, rinnegando i tuoi valori e la tua cultura.

Tutti probabilmente oggi parleranno di numeri e di risultati. Va bene, ecco qui: il 53,24% degli aventi diritto non si è recato alle urne. Cos’è che allontana il cittadino comune dalla politica? La mala politica? Non solo quella. A intuito, si può facilmente supporre che il cittadino comune si mantiene alla larga dagli ambienti di militanza per questo odio sviscerato verso il prossimo.

Ma il popolo siciliano che da sempre si contraddistingue per la sua socievolezza, collaborazione e solidarietà può essere mai un popolo “odiatore”? È forse la sua più grande contraddizione sociale a cui stiamo assistendo e ne dobbiamo prendere atto per correggere il tiro, iniziando a ritrovare la nostra identità e soprattutto la nostra vera natura.

Sarebbe bello potersi mettere d’accordo tutti insieme e iniziare sin da subito a cambiare atteggiamento. Tanto le elezioni sono finite e abbiamo tanti e grandi temi da portare avanti per ridisegnare la nostra amata Sicilia nell’interesse comune. Il Futuro è oggi!

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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