Antonio FerlitoPrimo Piano

Museo Egizio, vana polemica tra Sgarbi e Bianco

Ecco qual è la verità.

Come riempire carta stampata e intasare l’etere? Semplicemente parlando senza cognizione di causa. Un argomento a caso? La sede distaccata del Museo Egizio di Torino a Catania.

Da un lato abbiamo l’assessore Vittorio Sgarbi che dichiara: “Aprire una sezione a Catania del museo egizio? Non so cosa voglia Gentiloni (in visita nei giorni scorsi a Catania, ndr), si può dire di sì a questa suggestione, ma ciò presuppone che ci sia un fondo di opere.”

Si sbaglia l’assessore Vittorio Sgarbi se pensa che non siano stati previsti reperti. Catania è notoriamente la città degli scarti e infatti ci è dato sapere che nella sede etnea il Museo egizio di Torino intende trasferire i manufatti attualmente conservati in magazzino.
Ed è questa la vera suggestione per i catanesi che si sono trovati nel bel mezzo di una sterile polemica sollevata dai militanti della Lega Nord di Torino una volta appresa l’intenzione di aprire una sede distaccata del Museo Egizio a Catania. Follie insomma!

Ma ancora più disarmante è la risposta del sindaco Enzo Bianco all’assessore Sgarbi: “[…]non abbiamo bisogno dei tuoi soldi per la sezione distaccata del museo Egizio a Catania: quei soldi ce li abbiamo dal patto per Catania voluto dai governi Renzi e Gentiloni”.
Ci abbiamo messo un bel po’ a capire il senso di questa risposta dal momento in cui Vittorio Sgarbi non ha avanzato alcuna proposta di finanziamento. Perché “caro” – si fa per dire! – sindaco Enzo Bianco: quando si parla di “un fondo di opere”, si fa riferimento ai manufatti e non a possibili finanziamenti. “Capra!” (cit.). E allora la domanda sorge spontanea: come sono stati spesi sino ad oggi i finanziamenti del Patto per Catania previsti per la sede distaccata del Museo Egizio che doveva essere aperto entro il 2017?

Diciamolo chiaramente: la sede distaccata del Museo Egizio è solo un pretesto. Serve ai catanesi per migliorare lo stato in cui versa via Crociferi – Patrimonio Unesco, lasciato al semi abbandono se non fosse per i residenti e soprattutto gli esercenti che la vivono e se ne prendono cura per come possono. Tuttavia, converrete che così non si può andare più avanti.

L’assessore Vittorio Sgarbi, poi, è liberissimo di intraprendere qualsiasi strada politica voglia. Ma una cosa è certa: o qui in Sicilia o al Parlamento nazionale, abbiamo bisogno di persone capaci, competenti e che sappiano quello che fanno! E soprattutto abbiamo bisogno di persone che riconoscano il valore del nostro patrimonio artistico e culturale, e che ne agevolino la fruizione, indistintamente dal paese di origine, dall’etnia e dalle differenze linguistiche.

Un giorno la toponomastica catanese si arricchirà di una nuova via: via 23 marzo 2016. È la data in cui il comitato spontaneo di scopo “Salviamo via Crociferi” ha protocollato a Palazzo degli Elefanti un’istanza per programmare interventi strategici per salvaguardare, tutelare e valorizzare la prestigiosa arteria stradale barocca, anche tenendo conto dell’apertura della sede distaccata del Museo Egizio. Per stemperare le polemiche dei leghisti torinesi, i cittadini catanesi proponevano infatti di “promuovere agevolazioni e sconti per i cittadini residenti nella Regione Piemonte che visiteranno la sede distaccata del Museo Egizio di Torino nella Città di Catania e dei voucher per accedere nel polo museale”.

Senza strategia e senza programmazione rischiamo di perdere seriamente le opportunità che non possono essere utili esclusivamente in campagna elettorale ai soliti noti. Fatti, non parole!

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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