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MUOS, l’associazione Rita Atria: “Sequestrare l’area”

Un nuovo esposto contro i lavori illegali del MUOS di Niscemi è stato presentato oggi alla Procura di Caltagirone dall’Associazione antimafie Rita Atria, con il quale si chiede «il sequestro dell’area». È stato l’avvocato Goffredo D’Antona, legale dell’associazione, a depositare la denuncia corredata da un video girato ieri dagli attivisti (e pubblicato da L’Urlo) nel quale si vedono «operai che scavano buche, mezzi da scavo all’opera, e le antenne in funzione».
Ancora una volta, dunque, saremmo di fronte a una palese violazione della sentenza del TAR di Palermo «che – si ricorda nell’esposto – ha dichiarato l’illegittimità di tutto il sistema MUOS, antenne ma non solo. Ed invero la sentenza,  ovviamente,  non riguarda solo la messa in funzione delle antenne, che come sembrerebbe comunque sono state messe in funzione, ma i lavori tutti».
Ieri erano stati i militanti dei comitati e le Mamme NO MUOS a denunciare pubblicamente come la Polizia abbia rimosso il blocco di protesta e scortato gli operai all’interno della base della Marina militare statunitense di contrada Ulmo, nel cuore della riserva naturale della Sughereta. Mentre l’associazione ambientalista Italia Nostra aveva chiesto di individuare e denunciare poliziotti e carabinieri che lo scorso 26 febbraio avevano scortato gli operai all’interno della base.
La conferma dei lavori in corso arriva dall’ufficio stampa della stazione aeronavale della Marina USA di Sigonella, con una nota ufficiale: «La costruzione del sito MUOS è ultimata, ma le strumentazioni non sono ancora in funzione. Attualmente infatti sono in corso operazioni di collaudo e monitoraggio, condotte in cooperazione con le autorità italiane». Gli statunitensi, inoltre, sostengono che «ad ora non è stato emesso alcun ordine di sospensione delle attività di collaudo in atto presso il sito di Niscemi», lasciando intendere che dal 13 febbraio a oggi né il Governo Renzi né la Giunta Crocetta, malgrado la diffida formale già presentata dai legali dei comitati, avrebbero adempiuto al proprio dovere di notificare alle autorità USA la sentenza del TAR che azzera tutte le autorizzazioni del MUOS.
Ma la sentenza del Tribunale palermitano c’è, esiste, e l’avvocato D’Antona la allega alla nuova denuncia presentata a Caltagirone in cui ribadisce la «richiesta di sequestro dell’area» avanzata in precedenza.

L’immagine è tratta dal video delle Mamme NO MUOS di Caltagirone che documenta i lavori del 3 marzo.

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Redazione

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