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Muos, il Tar ancora in decisione

«Siamo fiduciosi», ripetono i legali del movimento No MUOS, dopo che, stamattina, la prima sezione del Tar di Palermo (presidente Caterina Criscenti) ha scelto di decidere sul ricorso contro le autorizzazioni regionali alla realizzazione del MUOS di Niscemi. Fugati i timori di un ulteriore rinvio, inizia l’attesa per la sentenza dei giudici amministrativi: gli avvocati non fanno previsioni sui tempi ma, appunto, si dicono fiduciosi di un esito positivo, anche alla luce della relazione del professore Marcello D’Amore, il «verificatore» nominato dal Tar per avere un quadro completo delle questioni tecniche e scientifiche connesse all’impianto di telecomunicazioni satellitari della marina militare USA.

La perizia di D’Amore, alla luce dello studio dell’ISS (Istituto superiore di sanità) e delle relazioni dei periti delle parti ricorrenti, conferma ciò che sostengono i legali di Comitati, del comune di Niscemi e di Legambiente: le onde elettromagnetiche del MUOS non garantiscono il «principio di precauzione» prescritto dal diritto internazionale, dalla normativa europea e dalla legislazione nazionale a tutela della salute delle persone e dell’ambiente. Una relazione, quella del verificatore, che l’avvocato Nicola Giudice, legale di Legambiente, durante l’udienza ha definito «completa ed esaustiva».
L’udienza si è aperta con l’esposizione dell’avvocato Edoardo Nigra (per il comune di Niscemi), che ha ripercorso l’iter «illegittimo» che ha portato alla ormai celebre «revoca della revoca» delle autorizzazioni regionali emanata nel luglio del 2013, il giorno prima che il CGA potesse pronunciarsi sui ricorsi alla precedente sentenza del TAR (presidente relatore Filoreto D’Agostino) che, sulla scorta di una precedente relazione del professore D’amore, aveva stabilito che «la priorità e l’assoluta prevalenza in subiecta materia del principio di precauzione» impedivano la realizzazione e la messa in funzione delle antenne USA.

Lo stesso Nigra, inoltre, ha ricordato come di recente, in seguito a un’inchiesta dei giornalisti di “Report”, la trasmissione di Rai3 condotta da Milena Gabanelli, il ministero della Salute ha disposto la sospensione della validità dei certificati rilasciati dai laboratori dell’ISS, perché non a norma di legge. Proprio una relazione dell’ISS, nel luglio del 2013, aveva indotto la giunta Crocetta a spianare la strada al completamento delle mega antenne statunitensi.

La cosiddetta revoca della revoca fu firmata dall’allora direttore dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente, Gaetano Gullo, denunciato per falso dall’Associazione antimafie Rita Atria. Proprio ieri si è saputo che il Pm Pietrangelo Padova della procura di Palermo ha chiesto al Gip l’archiviazione poiché «non paiono ravvisabili gli estremi del falso penalmente rilevante», poiché riportava alcune frasi estrapolate dalla relazione dell’ISS. Lo stesso Pm Padova, nella richiesta di non luogo a procedere nei confronti di Gullo, ha aggiunto: «Si potrà affermare, invero, nelle sedi competenti, che il procedimento in atti sia da ritenersi superficiale, erroneo, infondato, illegittimo o persino argomentato in modo capzioso», ma le attestazioni non sarebbero «meritevoli della grave sanzione penale» richiesta dai denuncianti, il falso in atto pubblico.

Durante la conferenza stampa successiva all’udienza, tenuta nei locali del Circolo Arci Malaussene, l’avvocato Nello Papandrea, che con la collega Paola Ottaviano rappresenta i Comitati No MUOS, ha voluto sottolineare come all’udienza fosse assente la Regione Siciliana, parte in causa con la Presidenza e con l’Assessorato al Territorio: nessun legale rappresentante ha ritenuto di dovere partecipare all’udienza. L’avvocata Ottaviano, dal canto suo, ha voluto sottolineare «il paradosso» verificatosi nel periodo marzo-luglio 2013, cioè fra la revoca delle autorizzazioni per la realizzazione del MUOS e «la revoca della revoca»: da un lato i lavori che continuavano senza che nessuno intervenisse a bloccarli, dall’altro «l’accanimento repressivo» nei confronti degli attivisti dei Comitati che coi loro sit in tentavano di impedire il passaggio dei mezzi da e per la base USA.

In attesa della sentenza del TAR (che comunque sarà certamente appellata da chi risulterà soccombente), i Comitati annunciano una nuova strategia di lotta: è Nadia Furnari, fondatrice dell’Associazione Rita Atria, a proporre di «unire tante piccole battaglie, trasformandole in una battaglia globale, collegando le lotte contro le mafie, per la salute, in difesa dei territori», aggiungendo che «l’eventuale entrata in funzione del MUOS non dovrà scoraggiarci perché siamo dalla parte giusta».

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Redazione

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