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Giudiziaria

Dissequestro del Muos, D’Antona: “Attendiamo le motivazioni per esprimerci”

La quinta sezione del Tribunale del riesame di Catania ha disposto il dissequestro del Muos, stazione di trasmissione militare Usa realizzato nel sughereto di Niscemi (Caltanissetta). I giudici hanno accolto la tesi dell’avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministero della Difesa, che aveva presentato ricorso la decisione del 6 giugno scorso del Tribunale di Caltagirone di mantenere i sigilli alla struttura. Contro questa decisione è possibile per la Procura di Caltagirone ricorrere in Cassazione.

“Come avvocati del Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS apprendiamo con viva preoccupazione della decisione del Tribunale del Riesame di Catania di dissequestrare il MUOS.
Si tratta, di una decisione grave e giuridicamente errata. Al riguardo avevamo già sottolineato che il Giudizio Amministrativo si è occupato esclusivamente dell’intensità del Campo elettromagnetico non essendosi addentrato il CGA nella questione riguardante l’edificazione del MUOS in area protetta e di assoluta inedificabilità che invece è oggetto del procedimento penale. Peraltro, la distinzione fra l’oggetto dei due giudizi è stata ben chiara alla Cassazione che aveva mantenuto il sequestro anche dopo la decisione sul punto da parte del CGA.

Pertanto, se la motivazione reale fosse quella che leggiamo su notizie di stampa riguardante la legittimità delle autorizzazioni, si tratterebbe di una palese cantonata presa dal Tribunale del Riesame che evidentemente avrebbe frainteso l’ambito del processo amministrativo non conoscendone correttamente il decisum. Diversamente, dovremmo pensare che il Tribunale del Riesame avalli un principio di diritto secondo il quale si possa impunemente costruire in area protetta in barba alle normative di protezione ambientale. E non osiamo immaginare che il Tribunale si sia spinto a tanto sancendo di fatto l’impunibilità dell’abuso edilizio in area di inedificabilità assoluta. Precedente grave ed inaccettabile a prescindere dalla questione MUOS.
Riguardo a quest’ultima, preoccupa che l’impianto di uso esclusivo delle forze armate USA venga messo in funzione proprio ora coinvolgendo il nostro territorio nell’attività bellica già intrapresa dagli Stati Uniti. Non può ignorarsi che, per il diritto internazionale, risponde delle azioni di guerra anche lo stato che presta il proprio territorio per l’attività bellica svolta da uno stato straniero.
Tutto ciò avverrebbe, ancora una volta, senza alcun coinvolgimento del Parlamento ed in violazione dell’art. 11 della Costituzione.
Ci troviamo, quindi, in una paradossale condizione di coinvolgimento bellico deciso dal Governo e dal Potere Giudiziario senza alcun coinvolgimento del Parlamento.
Speriamo ora che la questione sia rimessa alla Corte di Cassazione e che quest’ultima possa rettificare una decisione le cui ricadute sarebbero gravissime.”

Di diverso avviso l’avvocato Goffredo D’Antona, legale dell’associazione antimafia Rita Atria.

“Reputo assolutamente sbagliato che degli avvocati possano giudicare e valutare un provvedimento giudiziario ancora prima di averlo letto, basandosi, senza preoccuparsi di reperirlo, solo sulle notizie divulgate dalle agenzie di stampa.
I commenti toccano alla politica nelle sue varie estrinsecazioni, ai giornalisti e alle persone, mentre gli avvocati dovrebbero leggere, studiare e fare, solo dopo attente e puntuali valutazioni.
Il Muos ha una sua valenza giuridica ma è essenzialmente un problema di natura politica. Confondere i due piani non è soltanto inutile ma anche dannoso.
Per conto dell’Associazione Antimafie Rita Atria, sulla vicenda Muos, ho presentato alla Procura di Caltagirone, a quella di Palermo, a quella del Tribunale dei Ministri denunzie e note che, premesse le fondamentali intuizioni e il senso del Dovere della Procura di Caltagirone, hanno portato ad un processo e prima al sequestro della base.
Per l’impegno profuso, sempre e comunque condiviso con la vicepresidente Nadia Furnari e la presidente Santina Latella e ripagato dalle migliaia di facce dei militanti dei cortei, quando ho appreso della decisione del Tribunale del Riesame, ho provato profonda amarezza ma ricordandomi che sono innanzitutto un avvocato ho cercato il provvedimento e non ho perso tempo a fare commenti sui giornali o su Fb ( commenti che ci stanno tutti – anzi sono doverosi – da parte dei militanti, dei giornalisti e della politica, ma che non competono agli avvocati) ed ho cominciato a studiare l’ordinanza. Le valutazioni finali le farò nelle forme che mi sono consuete sulla mia carta intestata negli atti processuali che mi sono consentiti.
In tal senso non possono trovare la mia condivisione alcuni pareri espressi in un comunicato stampa da alcuni colleghi che sembra abbiano valutato il provvedimento giudiziario ancora prima di averlo letto.
Questa precisazione solo per evitare confusioni in quanto si è parlato di avvocati del movimento NO MUOS e in qualità di legale dell’Associazione Antimafie Rita Atria (quindi storicamente nel movimento NO MUOS) non desidero unirmi a valutazioni che deontologicamente non mi appartengono, non condividendone, tra l’altro, né le forme utilizzate né i contenuti.
Con l’occasione, ricordo che c’e’ un processo in corso a Caltagirone che vede imputati i realizzatori del muos e dove sono impegnati tanti avvocati come parti civili (che non penso siano stati informati della pubblicazione del suddetto comunicato).
La lotta giudiziaria che porto, nel mio piccolo, avanti in nome di “ Rita Atria “ per me non è fine a stessa ma è un impegno e un dovere morale. Goffredo D’Antona avvocato dell’Associazione antimafie RITA ATRIA”

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Redazione

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