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Muore in due giorni dopo 30 ore in barella: la denuncia della figlia di Antonina

Antonina, 73enne catanese, è morta lentamente e in preda alle sofferenze dopo aver passato 30 ore in barella. La sua storia è stata raccontata dalla figlia, che denuncia il fatto a “Pomeriggio Cinque”, la trasmissione condotta da Barbara D’Urso.

«Mia madre -racconta Elisabetta, la figlia- aveva un forte dolore al petto e mal di testa. Nessun sintomo era da ricollegare al Covid, stavamo tutti bene e post tampone siamo risultati tutti negativi. Gli infermieri l’hanno messa in una lettiga per accertamenti. Ma è stata rimandata a casa senza che nessuno prendesse realmente in considerazione le sofferenze di mia madre. Nessuno le ha fatto un tampone, e la diagnosi dei medici è stata che il suo dolore era riconducibile ad un attacco di ansia».

«Il giorno dopo mia madre stava male e abbiamo chiamato due ambulanze. Non riuscendo a prendere né il polso né la pressione, i sanitari hanno deciso di portarla al pronto soccorso dove era stata precedentemente ma stavolta in codice rosso. Mia madre non è stata presa in considerazione neanche per la seconda volta, nessuno stava facendo qualcosa per lei. Quando sono arrivata io  era in stato semi catatonico: un infermiere vedendomi disperata ha fatto qualcosa per mia madre mettendo delle ventilazioni. Ma stava già morendo», commenta tristemente la figlia.

«Il tampone per il Covid è risultato positivo ma due ore prima del decesso. Al pronto soccorso non sapevano come gestire la situazione. Una serie di negligenze infinite che ha portato mia madre alla morte».

E.G.

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Redazione

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