fbpx
CronacheNews

Muore dopo 4 giorni di agonia, il racconto della figlia

Acireale – Ė morto dopo quattro giorni di agonia, dopo quattro giorni di sofferenze all’ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale. Una sofferenza soprattutto per la famiglia, che ha visto un marito è un padre spegnersi lentamente e avere un letto solo dopo aver addirittura interpellato il presidente Crocetta.
Una disavventura medica denunciata dalla figlia dell’uomo ma che addirittura è arrivata al programma Tagadá di La7 e raccontata dalla moglie, Fernanda Visalli, che ha già presentato denuncia ai Carabinieri.
“Mio padre, – scrive la figlia nella lettera di denuncia – un uomo di sessantadue anni, amato da moltissime persone per la sua bontà e voglia di vivere, è morto senza ricevere la dignità che qualsiasi essere umano meriterebbe.
Tutto ha avuto inizio da una pleurite che, a distanza di quasi due mesi , si è scoperto essere un mesotelioma maligno al polmone causato da esposizione all’amianto . Un così lento accertamento dei risultati(ben due mesi d’attesa per ricevere i referti di un esame istologico), dovuto alla disorganizzazione delle strutture sanitarie in Sicilia nonché al lassismo e alla mancanza di comunicazione tra di esse, ha reso peraltro quasi impossibile ipotizzare una terapia al Nord. A partire dalla diagnosi tutto è precipitato repentinamente. Ad un malato epatico (mio padre aveva superato ben due terapie di interferone) è stata univocamente consigliata la chemioterapia. Il giorno venerdì 27 febbraio a fronte di un blocco renale è entrato all’Ospedale S.Marta e S. Venera di Acireale, per non uscirne più, con le proprie gambe perlomeno. Non appena arrivato al Pronto soccorso, è stato messo su una barella, dove, rannicchiato per il freddo, senza lenzuola o coperte, è stato scambiato inizialmente per codice verde . Dopo ben tre sedazioni (e, ribadisco, mio padre era un malato epatico) l’ultima delle quali molto massiccia, è entrato in coma. La lesione di ogni diritto umano ha proseguito durante gli ultimi giorni di vita del mio amatissimo padre: u n uomo in coma, lasciato tre giorni su una branda del Pronto Soccorso, senza lenzuola, con un vetro rotto e senza tende,in balìa della continua escursione termica e con piaghe da decubito su gran parte della schiena. Perché potesse ottenere un letto reale ho dovuto contattare il gabinetto del Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta – infatti, come spesso accade, il rispetto dei diritti umani dipende in maniera troppo evidente dal periodo elettorale nel quale un diritto viene rivendicato.
Ahimè, a mio padre è stato concesso un letto troppo tardi. Il giorno due marzo, alle ore 20.00 ha smesso di respirare.
Tuttavia, lo scempio non è finito, anche il suo corpo senza vita è stato trattato come non avviene neppure con gli animali, forse. Avrò per sempre impressa la camera MORGUE dell’ospedale di Acireale, sprovvista di camere iperbariche, in cui i corpi vengono tenuti anche per oltre 48 ore ad una temperatura che è uguale a quella esterna, favorendone la rapida decomposizione. Del personale dell’ospedale, dell’incompetenza e del peggiore disservizio mai constatato nella mia vita scriverò in altra sede, poichè penso sia sufficiente il materiale fornito, per diffondere il grave caso di malasanità di cui a mio malincuore sono stata coprotagonista, nell’auspicio che le vittime di strutture e professionisti sanitari diminuiscano col tempo.
Vi prego di diffondere la mia drammatica storia, che purtroppo è solo una delle tante, perché CIO’ NON DEBBA MAI PIU’ RIPETERSI E STRUTTURE COME QUELLA DI CUI SOPRA NON POSSANO LEDERE ANCORA UNA VOLTA I DIRITTI PRIMARI DELL’INDIVIDUO.”

Tags
Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker