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“Munnizza Sicula” isola ancora sotto scacco. Tutti i dubbi dei comitati cittadini sull’asse Lentini-Vaccarizzo

La “munnizza” ci seppellirà, sembra ormai certo. Ed è la spazzatura l’apparente arma di ricatto, un cliché già visto, per ottenere improbabili (si spera) autorizzazioni di ampliamento della discarica Grotte San Giorgio giunta quasi a esaurimento (ancora tre i mesi di attività previsti con la cubatura attuale) per 4,5 milioni di metri cubi, o richieste di nuove discariche, come quella contestata in contrada Scalpello, per oltre 2 milioni di metri cubi, sempre a Lentini. Fino alla richiesta di realizzazione di un termovalorizzatore per gassificazione, che tutti, convinti, chiamano però inceneritore, al confine con l’Oasi del Simeto.

Sull’asse Lentini – Vaccarizzo tuttavia più di un dubbio assale i comitati spontanei dei residenti limitrofi, i più colpiti anche in termini di qualità della vita, dalle attività pur in amministrazione giudiziaria della Sicula Trasporti e società collegate, Sicula Compost e Gesac.

«In un paese normale – dicono tra i denti durante la raccolta firme, più di 4 mila quelle contro l’ipotesi Scalpello – gli stessi commissari avrebbero già fermato le attività per verificare le autorizzazioni, le carte, la situazione ambientale. Invece no. Per convincerci di quanto sia vitale per tutti è come se avessero voluto dare la “prova di forza” con un “fermo” che non si capisce se sia stato più dovuto o voluto. Sono bastati tre giorni di impianto chiuso per ridurre una città come Catania e gli altri 199 comuni che qui conferiscono a immondezzaio. È realistico che quattro linee su quattro dell’impianto di Lentini non funzionassero simultaneamente? È stato come dire “noi siamo vitali per voi”».

«Nessuno ha mai contemplato invece l’unica soluzione che a noi sembra inevitabile, mandare la spazzatura fuori dall’isola e nel frattempo riportare la legalità nel sottobosco del trattamento dei rifiuti. Emblematico l’ultimo caso scoperto tra Giardini Naxos e Ramacca scoperchiato dalla Procura di Messina. È evidente che tutto il sistema sia marcio fino al midollo. E chissà cosa verrà fuori dall’ispezione all’assessorato regionale all’Ambiente».

Il sistema perverso creato dai Leonardi era stato basato soprattutto sul consenso popolare che, facilmente obnubilato, ha permesso per vent’anni alla famiglia di arricchirsi, senza ostacoli alle loro attività. Che non riguardano solo la spazzatura, e di questo torneremo a parlarne. Nessun ostacolo, almeno fino alla clamorosa inchiesta “Mazzetta Sicula” dello scorso giugno.

A risentirne l’innata passione per il calcio dei siciliani.

«Siamo stati presi in giro, certo – è il commento più diffuso a Lentini – il colpo finale è stata la mancata iscrizione al campionato della nostra storica squadra, ci hanno circuito con le promesse di successi, facendoci dimenticare cosa accadeva a Grotte. Se i Leonardi dovessero tornare? Meglio che nessuno di loro si faccia più vedere qui. A proposito, che fine ha fatto Giuseppe?». Nessuno insomma, di fatto, si azzarda più a chiamare “Sicula Stadium” lo stadio Angelino Nobile.

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