fbpx
NeraNews

Morte Nicole: i 3 medici interdetti dovranno rispondere di omicidio colposo

Chiuse le indagini sul caso Nicole Di Pietro, la bambina deceduta poco dopo la nascita alla clinica Gibiino di Catania nella notte tra l’11 ed il 12 febraio scorso.

6 indagati in tutto: ai 3 medici che erano già stati sottoposti alla misura interdittiva del divieto di esercitare la professione medica ovvero la ginecologa Maria Luisa Palermo, il neonatologo Antonio Di Pasquale e l’anestesista Giovanni Gibiino viene contestato il delitto di omicidio colposo per aver cagionato, con condotte gravemente colpose, attive ed omissive, la morte della piccola Nicole.  Nello specifico, si legge nella nota inviata dalla Procura della Repubblica di Catania, da un lato, nella parte precedente il parto, omettendo da parte della ginecologadi proseguire il doveroso ed accurato monitaggio del feto durante il travaglio, cosentendo ciò di prevenire la sofferenza del feto poi verificatasi ricorrendo ad un parto cesareo d’urgenza; dall’altro lato, dopo la nascita della neonata, eseguendo il neonatologo e l’anestesista manovre rianimatorie inadeguate, aggravando così la sofferenza respiratoria della bambina fino al suo decesso avvenuto per arresto irreversibile delle funzioni vitali.

Ai tre vengono contestati anche i reati di falso ideologico, ovvero: false attestazioni nella cartella neonatale da parte del Di Pasquale e di Gibiino in ordine agli interventi rianimatori praticati (difformi nella tipologia e nella tempistica rispetto invece a quanto accertato nel corso delle indagini) e alle condizioni di salute di Nicole immediatamente dopo la nscita, mediante l’annotazione di valori incompatibili con reali condizioni di salute accertate poi dall’autopsia; false attestazioni anche in capo alla ginecologa Palermo e all’ostetrica Valentina Spanò nella scheda di travaglio della partoriente, dove viene riportato un  valore del battito cardiaco del feto anche in questo caso incompatibile con le reali condizioni di salute della neonata.

Nei confronti di Danilo Audibert e Fabrizio Paglia, all’epoca dei fatti rispettivamente direttore sanitario ed infermiere responsabile di sala operatoria presso la Gibiino, vengono contestati i delitti di favoreggiamento personale e di false informazioni al Pubblico Ministero a seguito delle dichiarazioni rese da questi ultimi durante la fase delle indagini preliminari in ordine alla completezza delle dotazioni della sala parto con particolare riferimento alla dichiarata presenza del kit di emergenza neonatale, che invece, come emerso dagli accertamenti effettuati nella notte del decesso mancava.

Alla ginecologa Palermo viene contestato anche il delitto di lesioni personali colpose ai danni della madre Tania Egitto, per la mancata rimozione di una garza durante le fasi di applicazione dei punti di sutura post partum, con conseguente insorgenza di una infezione vacinale protrattasi per 13 giorni fino alla definitiva rimozione del corpo estraneo avvenuta al Pronto Soccorso Cannizzaro.

articoli correlati Ciao Piccola Nicole,

Una pagina su Facebook per chiedere giustizia per Nicole

La madre di Nicole: Non mi hanno permesso di stringerla

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button