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Psiche e Società

Morte cerebrale. Doniamo consapevolmente

Morte cerebrale. La donazione di organi e tessuti, una scelta consapevole. Non parliamo mai di morte, sopratutto della nostra e in particolare in questo periodo. Durante il periodo Natalizio si sta insieme, ci si sente una famiglia o si sente la mancanza, pensiamo ai doni fatti e ricevuti.

Diamo per scontato che a natale stiamo tutti bene e che siamo tutti in ferie.

Purtroppo non è così. C’è chi lavora, per esempio i medici, che ci salvano la vita nella maggior parte dei casi e c’è chi sta male, i pazienti malati di tumore o quelli che aspettano di ricevere un organo.

Una donazione di organi, da parte di chi, purtroppo, non ha più la possibilità di vivere, in quanto gli è stata diagnosticata la morte cerebrale.

Cos’è la morte cerebrale?

La morte cerebrale è diversa dal coma vegetativo. Dalla morte cerebrale non c’è possibilità di svegliarsi. Il cervello è morto, ma il cuore batte lo stesso, in gergo medico, questa situazione viene chiamata “cadavere a cuore battente”.

Questa condizione non può durare per sempre, il corpo senza il cervello impazzisce e muore. Morirà a prescindere dalla volontà del paziente o dei medici.

Nel coma vegetativo, invece, il cervello è ancora vivo. Può darsi che il paziente apra gli occhi, questa situazione può durare a lungo.

Chi diagnostica la morte cerebrale?

A decretare la morte cerebrale è il collegio medico.

Il collegio medico è composto da un medico anestesista rianimatore, un neurologo e un medico legale o medico di direzione sanitaria in sua vece, affinché sia decretata la morte cerebrale tutti i medici devo essere d’accordo.

Alla diagnosi di morte cerebrale sussegue la richiesta alla famiglia per la donazione di organi e tessuti.

La famiglia durante tutto il periodo del ricovero, della diagnosi e della scelta non vengono lasciati da soli, bensì hanno l’opportunità di accedere al supporto psicologico. La famiglia in lutto deve decidere se donare gli organi e tessuti e salvare qualcun altro che non si conosce e non lo conoscerà, si saprà solo il sesso del ricevente e la regione, perché l’anonimato, la privacy sono fondamentali.

Per evitare che sia la famiglia a decidere possiamo essere noi stessi, quando va tutto bene, a prendere una scelta consapevole, dire e scrivere che siamo dei donatori di organi.

Possiamo iscriverci all’AIDO, o possiamo dichiararlo al momento del rinnovo della carta di identità, Catania lo fa.

Siamo moderni e molte volete non lo sappiamo. Possiamo essere consapevoli delle nostre opportunità e della capacità di decidere cosa fare del nostro corpo, dei nostri organi, anche dopo la nostra morte.

Esiste anche il testamento biologico, che parla di essere consapevoli delle cure e della possibilità di non volerle, decidiamo anche se donare e se non lo vogliamo fare chiediamoci il perché.

Abbiamo la possibilità di salvare un’altra vita nel momento in cui noi perdiamo la nostra.

Cosa succede dentro di noi quando parliamo della nostra morte?

Nella nostra società l’idea della morte è negata. È come se non dovessimo mai invecchiare, mai stare male, mai morire. Dovremmo vivere in eterno, ma purtroppo non è più così. Rimandiamo la nostra felicità ed i nostri bisogni ai tempi migliori.

È importante essere consapevoli che il nostro tempo quello che trascorriamo, anche lavorando, valga la pena di essere vissuto.

Respingiamo l’dea della morte perché fa paura a tutti. Affrontare l’idea della morte significa affrontare la possibilità concreta che esiste la fine, ma c’è un modo per vedere la morta come una occasione.

Se pensiamo alla morte, vuol dire che siamo vivi

E possiamo fare della nostra vita quella che vogliamo. Abbiamo il potere di decidere come vivere il nostro tempo proprio perché sappiamo che non siamo eterni!

Diamo potere alle nostre idee ed inspirazioni. Parlarne anziché scrivere è facile, il periodo storico in cui viviamo è difficile, ma possiamo farcela grazie a noi stessi e anche alla vostra capacità di chiedere aiuto e dare fiducia agli altri!!

Quindi viviamo al massimo rispettando e aiutando gli altri durante la nostra vita e facciamo si che anche la nostra morte possa aiutare qualcuno a vivere, dopo che il nostro tempo comunque sarà finito.

 

 

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