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Mobilità sostenibile, Legambiente scrive a Enzo Bianco

Catania  – Le recenti polemiche seguite alla notizia della chiusura di un breve tratto di via Dusmet, nella parte prospiciente la porta Uzeda, suggeriscono l’opportunità di una ridefinizione della politica della mobilità cittadina, la quale dovrebbe costituire un tema centrale dell’azione dell’amministrazione comunale. Legambiente scrive al sindaco Enzo Bianco perchè si valorizzi la Ztl e si applichino delle politiche adatte ad aumentare la mobilità sostenibile.

La scelta di pedonalizzare questa parte di via Dusmet appare certamente opportuna e rispondente agli interessi della collettività, in quanto funzionale alla conservazione dei beni storici e culturali, al miglioramento della qualità ambientale della Villa Pacini e del mercato della Pescheria, al rafforzamento dell’immagine turistica della Città. A tal fine appare imprescindibile un coinvolgimento, attraverso le procedure amministrative che si riterranno consone, della comunità cittadina e in particolare degli operatori economici (commercianti, ristoratori, operatori turistici) che gravitano sull’area e che possono essere maggiormente interessati dalle misure proposte: coinvolgimento che può consentire, raccogliendo i pareri delle associazioni e dei cittadini, di definire il dettaglio del progetto in modo tale da tenere conto di tutti gli interessi meritevoli di tutela, evitando strumentali contrapposizioni.

“Ma la politica della mobilità cittadina richiede un impegno aggiuntivo su temi strutturali, in quanto deve perseguire con convinzione l’obbiettivo della sostenibilità ambientale, attraverso un rafforzamento del trasporto pubblico ed una progressiva pedonalizzazione dell’area del centro storico cittadino.

La mancata realizzazione di nuove linee di autobus integralmente su corsie preferenziali e il sostanziale disinteresse della pubblica amministrazione per la sorte della linea BRT1 costituisce dal punto di vista delle politiche della mobilità sostenibile un passo indietro di gravità inaudita. Il progetto delle linee BRT non era un’iniziativa politicamente caratterizzata dalla visione politica della Giunta precedente, ma il risultato della penetrazione nella comunità di un patrimonio condivisibile di idee e di progetti, improntato a logiche di sostenibilità ambientale. Il costo relativamente ridotto delle infrastrutture e della gestione delle linee, la sottrazione di spazi al trasporto privato a favore del mezzo pubblico, l’adattabilità dei percorsi alle mutevoli esigenze urbane, l’attenzione per le periferie e il collegamento con il centro attraverso i parcheggi scambiatori costituivano tutti elementi di una politica della mobilità avanzata, ispirata ai medesimi principi che le associazioni ambientaliste hanno negli anni elaborato e condiviso: appare singolare che tale progetto sia stato sostanzialmente abbandonato dalla nuova amministrazione e non considerato piuttosto quale prioritario. Registriamo con grande interesse una recente iniziativa della Confcommercio di rilanciare un progetto fondato sui medesimi principi e auspichiamo che lo stesso, una volta verificatane la congruenza, sia considerato strategico, fondando su di esso il rilancio gestionale dell’AMT.

Altrettanto importante è la pianificazione e la realizzazione di un progetto di mobilità sostenibile che abbia quale fulcro la pedonalizzazione del centro storico, al fine di salvaguardare il patrimonio Unesco, di migliorare la qualità ambientale riducendo l’inquinamento atmosferico e di favorire e incentivare il turismo culturale, che ha individuato la nostra città tra le mete più ambite. In questo quadro non va disprezzata la politica dei piccoli passi, tra i quali l’auspicabile chiusura del tratto di via Dusmet, da inquadrare in un progetto di più ampio respiro, che si prefigga come obiettivo la pedonalizzazione di aree significative del centro storico, l’ampliamento della zona a traffico limitato sia diurna, sia notturna, e la strutturazione della mobilità sostenibile. La pedonalizzazione delle aree di grande interesse storico culturale e l’ampliamento della ZTL sino al coinvolgimento dell’intero centro storico devono però al contempo essere sostenuti da una politica del trasporto pubblico, che assicuri i collegamenti con le periferie e con i parcheggi scambiatori, dalla dissuasione della sosta lunga, da concentrare nei parcheggi scambiatori, dalla pianificazione di strutture di parcheggio di dimensioni limitate per la sosta breve funzionale al commercio, dalla realizzazione di una rete integrata di piste ciclabili.

L’abbandono dei parcheggi scambiatori e del progetto dei BRT, la crisi dell’AMT, la mancata distinzione tra sosta breve e sosta lunga nelle strisce blu, l’assenza di iniziative di valorizzazione della ZTL e la mancanza di controlli nelle poche aree pedonali costituiscono segnali non incoraggianti.  Occorre una inversione di tendenza, che concentri sforzi e riflessioni sui profili prioritari della mobilità sostenibile, andando oltre le polemiche e le contrapposizioni d’occasione.”

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Redazione

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