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Acireale: Sindaco e Vescovo in missione a Palermo per “salvare” l’Oasi Cristo Re

«Di fatto siamo con le mani legate perché ci sono dei pignoramenti in atto, quindi sia il Comune che gli altri debitori nei confronti dell’Ipab non possono passare ai pagamenti. Stiamo cercando di fare ritirare definitivamente questi pignoramenti o avviare una transazione in maniera tale da sbloccare circa 700mila euro […]» con queste parole il Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, la settimana scorsa, motivava la decisione di partecipare al tavolo tecnico che si terrà oggi, giovedì 06/04/2017, presso l’assessorato regionale alla famiglia alla presenza dell’assessore regionale  Carmencita Mangano,  del Vescovo Monsignor Raspanti, del direttore amministrativo dell’Ipab Angelo Rigano,  del  presidente regionale Opere pie – ARES Dott. Gurrieri, dell’economo dell Ipab Salvo Raciti e di una rappresentanza dei lavoratori.

L’organizzazione di quella che appare come una vera e propria missione per salvaguardare la struttura acese da un lento declino è stata annunciata durante il sit-in organizzato dai dipendenti dell’IPAB Oasi Cristo Re il 28  marzo scorso e accolta positivamente da lavoratori che la consideravano  un incontro dirimente per poter ottenere una “boccata d’ossigeno”  grazie all’erogazione immediata di alcune mensilità.

GurrieriSensazione confermata dal presidente regionale Opere pie -ARES, Sebastiano Gurrieri, che, ai microfoni di Fancity Acireale, auspicava un “ravvedimento” del direttore dell’IPAB Oasi Cristo Re  grazie all’intervento dei soggetti istituzionali che parteciperanno all’incontro di domani per poter venire incontro ai lavoratori.

Parole non accolte dal direttore che ha immediatamente replicato:

«Il direttore agisce sulla scorta di preciso atto di indirizzo dell’organo di governo dell’ente. Credo che da parte del presidente dell’ARES sia fatta un pó di confusione tra ruoli e competenze. Sulle questioni pignoramenti, il commissario ha formulato preciso atto in data 22 marzo scorso, laddove accetta la rinuncia ai medesimi purché i procedenti si facciano carico delle spese legali liquidate dal giudice»

A mettere ulteriore carne al fuoco e a ridimensionare definitivamente le speranze dei lavoratori ci ha pensato lo stesso  Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo che, alcuni giorni fa, durante la nostra trasmissione Controdiretta, intervistato ha dichiarato testualmente:

Roberto Barbagallo« […] I pignoramenti ancora non sono stati ritirati. […] Non basta avere la liberatoria da parte dell’avvocato perché c’è un giudizio il 21 di maggio. Quindi nonostante ci sia questo sblocco da parte dell’avvocato non possiamo in questo momento erogare i nostri soldi

Però 27 mila il Comune di Catania li ha pagati. Quindi lei illegittimamente pensa?

«Non so come abbia fatto. Secondo me si. Assolutamente si. Secondo me si. Illegittimamente. Tant’è che la mia avvocatura mi blocca. Quindi sia l’avvocatura sia  la dott.ssa Battaglia. La ragioneria mi blocca»

Quindi presumibilmente quando riceveranno qualche stipendio arretrato?

«Guardi ripeto c’è in tribunale il 21 maggio …. Il 21 maggio vediamo cosa succederà in tribunale perché c’è pendente questa causa […]»

A tali dichiarazioni ha immediatamente replicato l’economo dell’Ipab Oasi Cristo Re Salvo Raciti via Facebook dichiarando:

salvo raciti«[…] Mi pare invece importante sottolineare che il Comune di Catania il quale deve versare all’Ente €. 753.833,40 a seguito di decreto ingiuntivo, abbia superato l’ostacolo avanzato dall’Ufficio Legale del Comune di Acireale e ha liquidato €. 27.000 che hanno permesso all’Ente di poter pagare il saldo del mese di Agosto 2014. Mi preme sottolineare che in questo momento le somme immediatamente, esigibili ammontano a oltre €. 1.600.000.

A fronte di tale somma il quantum scaturente dai 4 pignoramenti non ritirati , credo che si aggiri intorno ai 100.000/ 150.000 euro , pertanto ritengo che ove i Comuni – debitori volessero per una loro tranquillità continuare a congelare delle somme per coprire i pignoramenti ancora in vita, potrebbero accantonare la quota necessaria e svincolare il resto .

A conti fatti si libererebbero risorse per quasi €. 1.500.000 (a queste somme mancano le rette che nel contempo sono maturate). Se questo non avviene, nonostante gli impegni che le parti avevano assunto, a me pare legittimo che nei lavoratori insorgano dubbi e sospetti sul perché si continua ancora una volta a prendere tempo nell’erogare quel minimo che possa consentire ai lavoratori di proseguire a tenere in vita l’Ente e se stessi , nell’attesa di avere risposte certe e definitive dalla politica su CHE COSA INTENDONO FARE DELLE IPAB.

Domani a Palermo ci aspettiamo che tali risposte ci vengano fornite.»

Insomma la situazione è alquanto ingarbugliata e il rimpallo di responsabilità palese.  L’unica cosa certa è che nelle prossime ore a Palermo si svolgerà un tavolo tecnico rovente, con una rappresentanza di dipendenti esasperata  dall’impossibilità di ottenere l’erogazione di alcune mensilità, nonostante le rassicurazioni avute durante il sit-in del 28 marzo, e che si porrà come obiettivo principale, non l’immediato soccorso dei lavoratori, ma la programmazione di un percorso condiviso che possa portare alla auspicata riforma legislativa che risolva definitivamente in radice la questione Ipab siciliane.

 

 

 

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