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Miracolo grillino. Cancelleri in regola per l’M5S

Miracolo grillino! Giancarlo Cancelleri si è addormentato geometra magazziniere e si è svegliato viceministro. Per noi comuni mortali, invece, riuscire a svegliarci la mattina è la massima delle aspirazioni. La differenza tra noi e lui, dove sta?

Risposta semplice.

Ha scelto, rischiando. Ha perseverato, anche commettendo dei grossi errori di valutazione sulle persone di cui si è circondato. Pure sbagliando (e “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, cit.) sul piano politico ed etico. Finanche sostenendo e portando avanti assurdità che non vogliamo nemmeno sapere chi gliele abbia suggerite. Ma nonostante questo, ce l’ha fatta. Il miracolo grillino si è compiuto. Cancelleri è riuscito a fare crescere il M5S al punto da confermarsi primo partito in Sicilia. Questo è un dato di fatto inconfutabile. Punto.

L’errore più grande, all’indomani della nomina di Cancelleri a viceministro, lo hanno commesso paradossalmente gli attivisti e gli eletti dell’ultima ora.

Quando si è leader è fisiologico inimicarsi qualcuno. In politica, è all’ordine del giorno. Tra la stampa che fa le pulci, tra gli opinionisti, tra chi non si fa gli affari propri, e mettiamo in conto anche gli avversari politici e gli impiccioni, gli invidiosi e i pettegoli. Ma mai nessuno avrebbe potuto immaginare che qualcuno potesse usare la nomina di Cancelleri per tirare in poppa il vento alla dissidenza. Non al partito, sia chiaro. Ma alla leadership!

Quale sarebbe il motivo di “alto tradimento” contestato a Giancarlo Cancelleri?

Tre, i motivi portanti dell’accusa grillina: l’inadeguatezza, la deroga alle regole, l’attaccamento alla poltrona.

Sull’inadeguatezza si può opinare inutilmente quanto si vuole perché alla fine un ministro o un viceministro (come tutte le più alte cariche istituzionali) è solo un front man, l’ultimo anello di una serie infinita di uffici e segreterie. Così sarà anche per Giancarlo Cancelleri.

Andiamo ad analizzare la presunta deroga delle regole che secondo gli attivisti Cancelleri avrebbe infranto.

Vorrei risparmiare ai lettori la nauseante manfrina giacobina sulle origini del movimento nato come lotta alla casta, contro i poltronifici, per portare la voce dei popolo nelle Istituzioni, la scatoletta di tonno, e bla, bla, bla.
A quel tempo, nessuno poteva immaginare la crescita esponenziale del partito senza il quale, oggi, anche in virtù della legge elettorale, non è possibile avere neppure un governo. Perciò, il massimo delle ambizioni per i grillini  alle competizioni elettorali, inizialmente potevano essere solamente le candidature. Non quelle seriali avanzate dalle stesse persone alle varie tornate elettorali come avviene nei partiti tradizionali.

Per esempio, chi – come nel caso di Cancelleri – si candidava e veniva eletto al consiglio regionale, non poteva contestualmente presentarsi alle nazionali, alle europee o alle amministrative. Le candidature seriali hanno riguardato invece chi non ce l’ha mai fatta, ma questa è un’altra parentesi.

Codice etico, questo sconosciuto…

Cresce il partito e il vestito inizialmente cucito e adattato comincia ad andare stretto. Serve una nuova associazione perciò un nuovo Statuto con un Codice Etico rinnovato. Quindi l’out – out: o ti sta bene quello ti proponiamo o quella è la porta, è stato un piacere, arrivederci e grazie.  E il pacchetto all inclusive è passato dalla nuova iscrizione su Rousseau nel 2017: l’accettazione dello Statuto e del Codice Etico era condizione imprescindibile per continuare a seguire attivamente il partito. Gli attivisti iscritti al M5S da quel momento sono registrati a questa nuova associazione a cui devono fare riferimento.

Art. 3 – Obblighi per i portavoce eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle

Ciascun portavoce eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle, oltre agli obblighi di cui allo Statuto ed all’art. 2 che precede, si obbliga in particolare:

[…]

– ad evitare il cumulo di mandati in organi politico-istituzionali eletti a suffragio universale

In buona sostanza, l’invito a non cumulare mandati per gli eletti partecipando ad altre competizioni di vario ordine, di fatto rimane come agli albori. La regola dettata dal codice etico non sfiora minimamente le sacre scritture grilline per quanto riguarda le nomine politiche, incarichi conferiti senza elezioni a suffragio universale. E già per questo, Giancarlo Cancelleri sarebbe prosciolto da ogni accusa.

A favorire la posizione del neo viceministro in ambiente grillino interviene l’incompatibilità del doppio mandato normata dalla L.R. 20 marzo 1951, n. 29. Difatti, condizione sine qua non affinché Giancarlo Cancelleri potesse essere unto dal miracolo grillino e accettare la nomina, dovevano essere le dimissioni dall’Assemblea Regionale Siciliana. Dimissioni avvenute e ufficializzate.

Dino Giarrusso contesta la nomina conferita a Giancarlo Cancelleri

«Noi non dobbiamo avere paura della verità. E una verità c’è», confessa l’eurodeputato M5S Dino Giarrusso a La7. «Io sto ricevendo decine di messaggi perché fra i viceministri c’è Giancarlo Cancelleri che al momento occupa una posizione elettiva. I militanti dicono: “Nelle nostre regole c’era scritto che chi ha un ruolo elettivo non può abbandonarlo prima della scadenza”».

La regola veicolata da Dino Giarrusso in nome degli attivisti, riguardava i mandati e le candidature alle competizioni elettorali a suffragio universale, come spiegato. D’altra parte, Dino Giarrusso è entrato l’altro ieri nel M5S e probabilmente a tanto si sarà interessato meno che a questo. La domanda quindi è: gli attivisti e gli eletti, conoscono davvero lo Statuto e il Codice Etico del M5S? Giancarlo Cancelleri sicuramente sì altrimenti il suo nome non sarebbe stato nemmeno proposto da Luigi Di Maio a Giuseppe Conte.

«Questa è una scelta che si dovrà spiegare perché i siciliani non so quanto contenti saranno». Risparmiamo questa fatica al viceministro che si starà godendo il suo miracolo grillino e ci carichiamo questa croce per penitenza alle angherie inflitte nel passato.

Ignazio Corrao, sponda a campo libero per Giancarlo Cancelleri

Era un laureando in giurisprudenza di belle speranze Ignazio Corrao quando da Alcamo faceva capolino nel suo meet up. Lui, le regole, se ricorda bene. Infatti, in un prosopopeico post sui social mette spalle a muro Dino Giarrusso e quanti sono entrati in modalità polemica.

«So che c’è chi critica la sua nomina. Chi richiama il fatto che ha un mandato in corso all’ARS da cui presumo si dimetterà (come poche ore dopo la pubblicazione del post ha fatto, n.d.a.), lasciando il certo per l’ignoto».

«Ma diciamocelo chiaramente», aggiunge. «Credete davvero che questo sia un problema?».

«Io, al contrario – puntualizza l’europarlamentare – penso che l’errore sia stato (anche l’anno scorso) non fare una call tra le migliori personalità che c’erano dentro il M5S a tutti i livelli. E se si riesce ad andare al governo, la forza politica deve indicare le migliori personalità che ha a tutti i livelli, quelle che hanno dimostrato più capacità, forza, credibilità e rapporto con il territorio».

Insomma. Detta in soldoni, ministeri e sottosegretariati non potevano non essere assegnati a persone con un passato e un presente nelle istituzioni sotto l’egida del M5S.

«La regola, per chi c’era e se la ricorda – continua Corrao confermando di fatto la nostra analisi super partes – era riferita a quei consueti salti di poltrona tipici di molti politicanti. Vieni eletto alle regionali, poi ti candidi alle europee, poi alle politiche, poi Sindaco. Il nostro regolamento dice questo e da noi questa cosa non è cambiata e non cambia. Non è che nel 2018 io e Giancarlo abbiamo lasciato la carica per cui siamo stati eletti per prendere una comoda e facile (dato che era senza preferenze e coordinavamo noi) poltrona a Roma per le politiche come avrebbero fatto negli altri partiti al posto nostro».

«Andare al governo, come dicevo prima, è una opportunità unica e anche una responsabilità unica verso il Paese. Hai il dovere di attingere al meglio che hai dentro, in termini politici, ed è stato un errore non farlo. Adesso coraggio, alla prova dei fatti!».

Il clima di sfiducia seminato da qualcuno ha germogliato dissidenza ridicola. Ma la fede nel miracolo grillino sarà tale da impedire disiscrizioni in massa da Rousseau come potenziale protesta montata ad arte sulla base di assurde suggestioni.

Fine della storia.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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