Cronache

Minorenni “sospetti” dalla Sea Watch

Tutto è bene quel che finisce bene, recita un famoso proverbio. Dopo le mille complicazioni, guasti e permessi dal parte del Governo la Sea Watch è arrivata qualche giorno fa al Porto di Catania. 

Il ministro Salvini ha autorizzato l’attracco solo dal momento che otto paesi europei si sono mostrati disponibili ad accogliere i 47 migranti a bordo. Una volta sbarcati, quindici di essi si sono dichiarati minorenni. “Dichiarati” perché, senza documenti, è difficile affermare totalmente la veridicità delle loro affermazioni.

I dubbi sono leciti: portavoce di tale perplessità è Fabio Scavone, procuratore di Siracusa.

«Alcuni minorenni hanno età dubbia perché non hanno documenti con sé ed è riportato solo l’anno di nascita. Riportano tutti come data di nascita o 1 gennaio o solo l’anno di nascita, quindi il 2002», dichiara Scavone.

Essere minore: un pass privilegiato per il permesso di soggiorno.

Essere minorenni non accompagnati permette di accedere a un varco prioritario per l’ottenimento del permesso di soggiorno e per la protezione internazionale. La presenza di minori, inoltre, è stata una delle questioni sulla quale si è fatta più leva per permettere l’attracco della Sea Watch.

Nei giorni scorsi, infatti, circa una cinquantina di associazioni umanitarie si sono unite nell’inviare una lettera al premier Giuseppe Conte, sottolineando l’imminente urgenza di far scendere i minorenni dalla nave. Stessa cosa per la stessa Sea Watch, la quale ha diffidato la Capitaneria di porto e alla prefettura di Siracusa sempre in virtù dello stesso principio.

La questione “minori” della Sea Watch necessita delle indagini più approfondite, che probabilmente la Prefettura farà.

Ancora nessuna notizia della destinazione dei restanti migranti

Concretamente, sembrerebbe ancora avvolto nel mistero il destino dei 32 migranti trasportati al Centro di prima accoglienza di Messina. I minorenni, infatti, sono rimasti a Catania sotto la custodia del tutore nominato per ciascuno dal Tribunale dei minorenni della città etnea.

La deputata di LeU Rossella Muroni ha appena fatto visita alla struttura di Messina, insieme agli avvocati dell’Arci e dell’Asgi che partecipano alla campagna di Mediterranea, e che si stanno interessando delle questioni legali.

«Da oggi le persone accolte nel centro di Messina potranno anche cominciare a uscire – osserva Muroni – nulla si sa però sulla loro destinazione. Ed è su questo che chiederò formalmente accesso agli atti. L’Italia deve tornare a essere un Paese civile dove valgono i diritti e l’umanità resta un dovere», dichiara Muroni.

Fonte inchiesta: Il Giornale.

E.G.

 

 

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Redazione

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