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Ministro del lavoro Poletti nelle scuole: il “Galileo Galilei” lo ascolta incuriosito

“L’alternanza scuola-lavoro è una realtà vincente?” questa è la domanda che tutti si pongono. Il Ministro Poletti, insieme alla Dottoressa Campochiaro (promotrice dell’incontro), è stato ospite del liceo scientifico statale “Galileo Galilei” di Catania per discutere perplessità riguardo l’alternanza scuola-lavoro ed esprimere gli obbiettivi ed i punti fondamentali di questa nuova riforma.  Secondo il comma 2 della legge 107 (2015 buonascuola) i nostri parlamentari approvano  

“L’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze degli studenti e per l’apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento  delle istituzioni e delle realtà locali.”

La riforma della scuola vuole, infatti, rafforzare il legame istruzione-imprese. Da settembre 2016 per i ragazzi della scuola secondaria di II grado l’esperienza lavorativa è parte integrante della loro formazione.

Il convegno si apre con le parole del Dottor Emilio Grasso, attuale Dirigente dell’ufficio scolastico regionale per la Sicilia, che brevemente ci dice ciò che si propone di raggiungere:

«Gli obiettivi che ci prefissiamo sono innalzare la qualità scolastica e quindi ridurre la disoccupazione giovanile. [..] Incentivare e spronare [..] Avere opportunità di lavoro e far conoscere [..] Acquisire competenze che serviranno nel mondo del lavoro. »

Prende la parola la dirigente della scuola Gabriella Chisari, che con acuta sicurezza risponde «Sì, l’alternanza è una realtà vincente, vista l’esperienza dello scorso anno [..] questa nuova metodologia di apprendimento innovativa consente un completamento organico con la società civile. Valorizza le vocazioni personali degli alunni. Il “saper- saper fare” , e quindi il rapporto “teoria-pratica”, orienteranno i nostri ragazzi. » 

La dirigente scolastica del liceo classico “Mario Cutelli”, Elisa Colella, ospite della conferenza, evidenzia la parola chiave e vincente di questo nuovo mondo scolastico cioè “collaborazione“.

Risalta, tra gli ospiti della giornata, l’avvocato Roberto Cosio, dell’associazione Avvocati Giuslavoristi italiani, che esordisce parafrasando il titolo di un film di successo dei fratelli Cohen “Non è un paese per vecchi”, quindi pronuncia  la frase “L’ Italia non è un paese per giovani”, aggiungendo al suo discorso alcuni dati inerenti il nostro paese quali la nostra posizione in una stima riguardante “il paese in cui si vive meglio”; 37esimi dopo Romania, Colombia e Costarica, lasciando i primi tre posti a Germania, Danimarca e Australia. Dopo aver definito il Ministro Poletti “il miglior ministro del lavoro che abbiamo avuto negli ultimi anni”, dà due semplici soluzioni al problema italiano « Bisogna accorciare i tempi tra scuola e lavoro e bisogna assolutamente abbassare il costo del lavoro.».

Giuliano Poletti propone un dibattito con gli alunni, che durante la giornata hanno posto domande e perplessità direttamente al ministro, che ha iniziato il suo discorso dicendo « Noi abbiamo fatto una legge, e farlo, possiamo dire, che è stato semplice. Ma adesso dobbiamo vedere quali sono le conseguenze che essa sta portando. L’unico modo per capirlo era venire qui e vedere se quello che stiamo facendo è coerente con gli obiettivi.» Le argomentazioni che il nostro ministro propone valorizzano gli obiettivi, a suo avviso, dell’Alternanza scuola-lavoro, che noi abbiamo diviso in punti:

·         Consentire di conoscere meglio se stessi e le proprie aspirazioni.

·         Capire quali sono le opportunità vivendole.

·         Scegliere e trovare la propria strada e la propria idea di futuro

·         Affermare in ognuno di noi l’idea secondo cui non si impara solo a scuola studiando ma FACENDO

·         Arricchimento delle relazioni con gli altri

conclude esprimendo la propria gratitudine nei confronti delle imprese che rappresentano l’impegno e la responsabilità « I posti di lavoro non li fa Poletti né Renzi, ma le imprese! ».

Tra critiche, applausi, complimenti e chiarimenti il Ministro del Lavoro frantuma quel vetro che piano piano con il tempo si costruisce tra le persone comuni e “gli esterni” che governano questo paese, parlando direttamente ai ragazzi, gli eredi del mondo futuro.

 

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