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Minacciava e picchiava la compagna con un bastone, arrestato 58enne ad Acireale

Maltrattava la compagna da quattro anni, arrivando persino a minacciarla di gettarle un secchio d’acqua bollente addosso.

La Procura Distrettuale della Repubblica, nell’ambito di indagini a carico di G.V., di anni 58, indagato per i reati di maltrattamenti contro familiari, atti persecutori e lesioni personali aggravate, commessi in danno della convivente, ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare agli arresti domiciliari eseguita dai Carabinieri della Stazione di Acireale (CT).

Quattro anni di maltrattamenti

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno evidenziato una serie di avvenimenti che hanno costretto la donna a patire ogni sorta di violenza psicofisica protrattasi dal 2014 ad oggi.

L’uomo, nel corso della convivenza familiare ha manifestato un atteggiamento violento e vessatorio, aggredendo la compagna in più occasioni anche con l’uso di un bastone, provocandole lesioni in diverse parti del corpo. Uno degli episodi più crudeli ha visto l’uomo, al rifiuto della donna di giacere con lui, riempire un secchio con dell’acqua bollente mimandole il gesto di gettargliela addosso se non avesse acconsentito ai suoi voleri.
In un’altra occasione, accorgendosi che il convivente a sua insaputa l’aveva ripresa in abbigliamento osé, ha preso lo smartphone con il quale erano state girate le immagini e ne ha cancellato i video scatenando nell’uomo una reazione violenta sfociata in calci e pugni sferrati alla poveretta.

Episodi che si sono replicati in modo vorticoso dove, oltre alle offese esplicite ledenti la dignità della donna, l’aguzzino è arrivato addirittura a minacciarla con un coltello recitando testualmente: «Ti taglio la gola e per finire mi mangio il tuo fegato».

Neanche l’aver troncato il rapporto sentimentale l’ha liberata dal persecutore che, indispettito, ha continuato a perseguitarla con ogni mezzo, trovandolo nascosto persino sotto la propria autovettura. La donna è stata dunque costretta a troncare ogni rapporto sociale, relegandola di fatto ad una condizione di instabilità emotiva e paura per la propria incolumità.

La vittima, trovando comunque la forza per reagire, ha denunciato l’uomo ai carabinieri, fornendo agli inquirenti tutti quegli elementi che, opportunamente approfonditi, hanno configurato un quadro probatorio a carico del reo che non ha lasciato alcun dubbio al giudice che, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso la misura restrittiva.

EG.

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Redazione

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