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Giudiziaria

Minacce ai suoceri tramite fb, condannato per stalking

Catania –  Mandare messaggi minatori e insulti tramite facebook, sotto falsa identità, può essere considerato uno degli atti persecutori nei quali si manifesta l’azione dello stalker quando è accompagnata anche dagli atteggiamenti più ‘classici’ di questo reato, come i pedinamenti e gli appostamenti sotto casa delle vittime.

Lo sottolinea la Cassazione spiegando che in casi del genere chi usa i social, oltre ai ‘tradizionali’ mezzi di stalking, non commette il meno grave reato di diffamazione dal momento che anche questa azione può rientrare nella strategia persecutoria e concorre a far scattare le misure di protezione.

La Suprema Corte pertanto – sentenza 21407 – ha confermato il divieto di avvicinamento agli ex suoceri nei confronti di un 42enne di Catania, che non sopportava che ai genitori della sua ex, in seguito alla loro burrascosa separazione, fossero stati affidati due dei suoi quattro figli.
(Ansa)

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Redazione

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