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Migranti trasferiti a Caltagirone, i compagni di scuola non ci stanno

Cinque dei dieci ragazzi ospiti del centro di accoglienza di Mascalucia, casa Horeb, sono stati trasferiti d’ufficio ad altra struttura a Caltagirone perché, secondo quanto dichiarato dal sindaco, la struttura era inagibile. Questi stessi ragazzi, però, non devono solo cambiare “casa”, ma anche scuola, il liceo Concetto Marchesi, e separarsi dagli amici che avevano conosciuto durante il progetto Namasté.

IMG_2469E sono proprio i compagni di scuola e i professori a non arrendersi al semplice trasferimento: chiedono incontri, carte, risposte.

“Analizzando i documenti in possesso, abbiamo appurato- dichiarano gli studenti rappresentanti d’Istituto Matteo Genuardi, Alexander Brown,Leonardo Mascali e Giuseppe Pappalardo – che la richiesta di spostamento urgente è stata inviata non dalla Prefettura di Catania, ma dal Comune di Catania (Città metropolitana di Catania, nda) su richiesta del Comune di Mascalucia”.

Scrivono ai consiglieri comunali perché riflettano sull’impatto umano di questo trasferimento: “Noi non siamo pronti ad abbandonare i nostri amici, e per questo chiediamo spiegazioni su tutto l’accaduto. Ciò che è successo e sta succedendo va contro i principi fondamentali che ci vengono insegnati all’interno delle nostre aule, quali l’integrazione e l’uguaglianza. Quest’avvenimento sta facendo versare lacrime amare a tutti noi e non capiamo come sia possibile che tali azioni passino inosservate e nell’indifferenza più totale. Scriviamo questa lettera per un dovere civico, che ci spinge ad abbattere i muri della disuguaglianza e del razzismo”

“Sono un’ insegnante. Un’ insegnante di sostegno alle medie. – scrive Claudia Urzí, USB scuola – Chiediamo ogni giorno ai nostri ragazzi il rispetto per gli altri e per loro stessi. Obiettivo primario della Scuola Pubblica Statale di questo Paese è l’ integrazione. Perché abbiamo il compito di formare le future e i futuri cittadini di domani, rispettosi delle regole sociali e civili e parte attiva della società. Leggo questa lettera dei ragazzi del “Concetto Marchesi” di Mascalucia con le lacrime agli occhi ed emozione. I ragazzi si ribellano e chiedono di sapere chi o cosa stia portando via i loro amici, i giovani migranti, invitandoci a riflettere che gli esseri umani, da qualsiasi parte del mondo arrivino, non sono numeri, codici, sigle. Mi unisco alle richieste di questi splendidi ragazzi e dei loro insegnanti. Chiedo anche io una celere risposta ed auspico una risoluzione all’ insegna dei valori della solidarietà e della giustizia sociale”.

Il Comune sostiene la tesi dell’inagibilitá e persino dell’abusivismo della struttura, anche se la  scoperta avviene tardivamente. È infatti da oltre due anni che il centro di accoglienza è aperto e tale rimane dato che rimangono ancora cinque ospiti.

E se così fosse, non sarebbe stato meglio trasferire tutti i ragazzi in una struttura più vicina, da dove poter continuare a frequentare la propria scuola?

 

 

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Redazione

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